È il Palermo di Jajalo e Moreo

È il Palermo di Jajalo e Moreo. Scrivere una cosa del genere sarebbe stata una bestemmia sino a qualche settimana fa. Una trasformazione progressiva quella del regista, che parte dalla scorsa stagione e conferma che certi giocatori devono raggiungere l’età della maturità per esprimersi al meglio. Più repentina quella di Moreo che da lungagnone buono solo per le battaglie aeree ha trovato nel ruolo di punta esterna una nuova dimensione. Merito loro e valanghe di applausi per Roberto Stellone che solo uno Zamparini in pre fase di rottamazione ha potuto sacrificare sull’altare di Tedino.

Oggi il Palermo ha una sua fisionomia, è squadra da battaglia e finalmente ha inserito la trazione anteriore.
Ancora qualche brivido di troppo in fase difensiva, ma si spera che il tempo giochi a favore di un’intesa tra i singoli che talvolta vacilla. Intanto è tornato Pomini. Non ce ne voglia Brignoli, ma questa è un’altra buona notizia.