Zamparini, Palermo pretende la verità

Non faccio l’investigatore e nemmeno il pm, pertanto non mi metto ad analizzare se una lettera è falsa o è vera, ma in base a ciò che abbiamo letto dai “botta e risposta” tra Zamparini e Follieri, saltano fuori delle “stonature” che necessitano di approfondite riflessioni.
L’avvocato Anania, legale di Zamparini, ha ricevuto un’email, che Follieri ha spiegato essere una “draft, ovvero una bozza, inviata tramite canali privati e non bancari; all’interno dell’email, a quanto pare, era ampiamente spiegata la natura dell’allegato, che veniva inviato al legale del Palermo in attesa di conferma, per poi poterlo rinviare, in forma ufficiale, tramite canali bancari. E quindi con firme giuste e con layout ad hoc.

Era il 13 agosto e sui giornali, cartacei e online, usciva la notizia che Follieri aveva dato precise garanzie a Zamparini con un nuovo conto in cui erano stati versati 40 milioni di euro per l’acquisto della società Palermo calcio.

Quella lettera della Deutch Bank si rese necessaria perché Zamparini voleva precise garanzie sulla solidità del gruppo Follieri.

Facendo un salto nel tempo, andando avanti di oltre due mesi, l’imprenditore friulano dichiara che vuole cedere al finanziere foggiano, che ha alle spalle un organigramma di tutto rispetto.
Nel frattempo, Follieri aveva provveduto ad inserire bond (titoli di credito) all’interno della svp (Special Purpose Vehicl, cosiddetta “società veicolo”) “Effe 1 limited” per un valore di 40 milioni di sterline. Ciò come ulteriore garanzia a Zamparini che pretendeva, invece, una fidejussione, nonostante non avesse ancora fornito tutta la documentazione per la conclusione della due diligence (analisi approfondita di informazioni relative all’oggetto della trattativa).

Un braccio di ferro, quello tra Follieri e Zamparini, andato avanti per settimane: da un lato si chiedevano documentazioni che non arrivavano, dall’altro si chiedevano garanzie fidejussorie che non volevano essere rilasciate, per un motivo molto semplice: una fidejussione ha una commissione che può anche arrivare al 5% del valore della stessa. Pretendere una garanzia del genere, senza che l’acquirente possa stabilire con esattezza l’ammontare dei debiti di ciò che va a comprare, è di certo una richiesta fuori da ogni logica, anche perché la prima parte di due diligence aveva evidenziato un indebitamento notevole del club.

Si è dunque provata un’altra strada, meno onerosa, che prevedesse un aumento di capitale all’interno della svp che avrebbe dovuto acquisire le quote societarie del Palermo.

Ma questo ulteriore passo non è bastato a ricevere la documentazione richiesta, ovvero i conti della società relativi a giugno, luglio, agosto e settembre.
Lo Studio Withers ha richiesto ulteriori garanzie, visto che la ricapitalizzazione era avvenuta mediante il versamento di titoli di credito e non di denaro cash.

Questa richiesta, aggiunta alla dichiarazione di Zamparini fatta al Giornale di Sicilia, in cui il patron affermava di aver avviato un’ulteriore trattativa con una società quotata alla borsa di New York a cui non era necessario chiedere garanzie, ha fatto saltare i nervi al petroliere foggiano, che con un comunicato piuttosto piccato si è ritirato dall’operazione.

La reazione di Follieri ha portato ad una controreazione di Zamparini, che con una nota sul sito ufficiale ha attaccato il finanziere sostenendo che la lettera ricevuta il 13 agosto, con carta intestata Deutch bank, era palesemente falsa.

Ciò che si chiede un’intera tifoseria è: perché se Zamparini e i suoi avvocati avevano appurato già in partenza che si trattava di un imbroglio non hanno immediatamente interrotto la trattativa denunciando il tentativo di truffa?

“È una draft – risponde Follieri – è ampiamente specificato nell’email, in cui erano presenti altri due allegati con referenze”.

Ma Zamparini chiude ogni porta: “Follieri per me è morto” – dichiara al Giornale di Sicilia stamani, mentre su La Repubblica il finanziere sembrava voler riaprire uno spiraglio “Se Zamparini mi chiama…”

In attesa di conoscere l’infinita e oscura vicenda legata all’approvazione del bilancio, venuti a conoscenza dei sostanziali debiti che potrebbero compromettere la vita della società rosanero, con una spada di Damocle, quella della cassazione, che deve decidere sugli arresti domiciliari del patron rosanero e con possibili nuovi scenari di rinvii a giudizio per altri soggetti e di responsibilità oggettive del Palermo calcio, con la chiusura delle indagini a gennaio, ci chiediamo se a Zamparini debba essere ancora data l’opportunità di fare “capricci” e di permettersi il lusso di allontanare un possibile acquirente dichiarando che “per lui è morto”.

Zamparini ha il dovere, verso un’intera città, di fare chiarezza, di dimostrare con fatti tangibili e non solo a parole, che Follieri voleva truffarlo e deve anche spiegare perché non lo ha detto subito. Allo stesso modo, nonostante sia ancora il proprietario del club di viale del fante, ha il dovere morale di mettere in sicurezza il club, che non è solo un’azienda per fare soldi ma il simbolo di una passione ultracentenaria, patrimonio di una delle città più grandi d’Italia, in cui si sono succeduti uomini e sentimenti, storie, tradizioni e tramandamenti.

Se davvero esiste una nuova cordata, che gli dà ampie garanzie lo dimostri, ne dia prova tangibile, prima che sia troppo tardi, prima che i suoi capricci e le sue “antipatie” ci portino al fallimento. Le sue questioni personali, legate al suo carattere rude che lo porta a litigare con qualsiasi acquirente, allenatore, dirigente, giornalista, passi dalla sua strada, ai palermitani non interessano: se non ha altre offerte documentabili e non è in grado di dimostrare che Follieri sia un truffatore e non ha soldi senza beccarsi una querela, prosegua nella trattativa, pretendendo sì garanzie di solidità, ma aprendo prima in totale trasparenza i suoi libri contabili, atto che non causerà di certo nocumento alla sua tasca.

Altrimenti saremo portati a pensare, addetti ai lavori e non, che è tutta una manovra per prendere tempo e che lui non ha alcuna intenzione di liberarsi del club come va sbandierando ai quattro venti da anni. Ma visti i rischi, non osi trascinare con sè nel baratro un’intera città.

Jose Marano

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