Conferenza Aescoomed a Palermo: “Senza i migranti, l’Italia si ferma. Non esiste il problema del furto di lavoro, anzi creano ricchezza materiale”

È innegabile che gli immigrati riescono a generare una grande ricchezza di cui beneficiamo tutti, e questo non solo come lavoratori dipendenti, perlopiù operai, ma anche come datori di lavoro. Nella sola regione del Veneto, nell’ultimo anno si contano quasi 11mila imprese manifatturiere gestite da stranieri.

Gli immigrati sono una risorsa fondamentale per l’Italia, senza la quale questo Paese rischia di fermarsi. Il messaggio arriva chiaro e inequivocabile dalla conferenza internazionale di Ascoomed, l’associazione per l’Europa Solidale e la Cooperazione nel Mediterraneo, che si è svolta ieri e oggi nella sala Piersanti Mattarella all’Assemblea regionale siciliana.

A organizzare la manifestazione, la Femca Cisl, fondatrice dell’organismo insieme a Fce Cfdt (Francia) e Ugt Fica (Spagna), e assieme a Flaei Cisl e a Sindel Ugt (Portogallo). “In Italia – affermano Nora Garofalo, segretario generale Femca Cisl, Dario Ilossi presidente Aescoomed e Carlo Meazzi, segretario generale Flaei Cisl – in base agli ultimi dati del ministero del Lavoro, il tasso d’occupazione degli stranieri è di ben il 10,5%, la maggior parte dei quali nei servizi alla persona, nella ristorazione e nel settore alberghiero, nell’agricoltura e nelle costruzioni. L’Europa è un continente che non fa più figli e in questo contesto, l’Italia occupa il gradino più basso insieme a Francia e Spagna. Nel nostro Paese, per esempio, la fecondità delle mamme straniere è a 1,95, quella delle italiane a 1,27”. Nel corso della conferenza internazionale, è stato rimarcato come “vada sfatato il mito secondo il quale gli stranieri rubano il lavoro”.

“Chi proviene da altri continenti – aggiungono Nora Garofalo, Dario Ilossi e Carlo Meazzi –  spesso ha livelli meno elevati di scolarizzazione, per cui non sussiste una concorrenza con i nostri lavoratori più istruiti, ma di fronte ad un andamento periodico che a volte vede una riduzione dei lavoratori stranieri, non figura un corrispondente aumento della manodopera locale”. Per l’Aescoomed, “è innegabile che gli immigrati riescono, quando viene data loro l’opportunità di inserirsi legalmente nel mondo del lavoro, a creare una grande ricchezza di cui beneficiamo tutti, e questo non solo come lavoratori dipendenti, perlopiù operai. Esiste infatti una porzione di questa popolazione straniera che genera valore come datori di lavoro. In Italia per esempio, nella sola regione del Veneto, nell’ultimo anno si contano quasi 11mila imprese manifatturiere gestite da stranieri”.

La Femca Cisl, la Flaei Cisl e l’Aescoomed rilanciano la necessità di garantire uguaglianza sostanziale di diritti per tutti i lavoratori. “Vanno disinnescate le logiche della guerra fra poveri – dichiarano Nora Garofalo, Carlo Meazzi e Dario Ilossi – e con questa consapevolezza, che dovrebbe essere un dato di comune buon senso, noi continueremo a perseguire azioni concrete affinché non ci sia una disparità di diritti, lesiva per l’intero mondo del lavoro”.

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