Giovanni De Santis, Luglio Musicale Trapanese: “Obiettivi, polo lirico e sinfonico del Mediterraneo e restituire a Trapani il teatro che merita”

Consigliere delegato e direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapani, Giovanni De Santis ha ereditato un patrimonio culturale di grande valore, che nella visione del nonno era un grande sogno, per lui oggi una grande scommessa per la quale quotidianamente lotta, con tenacia e abnegazione per restituire un vero teatro al chiuso alla sua città.

Un impegno supportato da una grande passione che lo incoraggia nei momenti di sconforto e lo sostiene nel conseguimento dei suoi obiettivi. In questa intervista il racconto di un uomo, che in linea di continuità col suo antenato, ha fatto della sua eredità un punto di partenza per un grande progetto, senza mai chiudere, come scrisse Bob Dylan, “l’oblò della speranza”.

“La storia dell’Ente Luglio Musicale”, si legge nella sua presentazione sul web, “è la storia di un visionario senza soldi che in pochi anni trasformò la villa comunale trapanese in un prestigioso teatro all’aperto d’Italia”. Quel visionario era suo nonno: quanto pesa oggi questa eredità?

Ricollegandomi alla metafora legata all’istituto giuridico delle successioni, posso dire che si tratta un glorioso compendio ereditario che mi fu consegnato in condizioni disastrose a 54 anni dalla morte di mio nonno Giovanni, dopo essere stato gestito dai vari amministratori che si sono avvicendati nel corso di oltre 10 lustri. Nel 2014 (anno della mia nomina a consigliere delegato e direttore artistico), il Luglio Musicale rappresentava, quindi, un lascito che in una visione materialistica sarebbe stato sconsigliabile accettare, in quanto pieno di debiti e vicino alla liquidazione. Non nascondo, infatti, che quando mi fu proposto di assumerne la guida ebbi qualche esitazione ma poi pensai allo slancio ideale che nel 1947 spinse mio Nonno e un gruppo di visionari coraggiosi e determinati come lui a ricostruire, in altra forma (all’aperto), sulle macerie di una Trapani profondamente ferita dalla 2ª guerra mondiale, il teatro cittadino che le bombe avevano rubato ai trapanesi. L’imperativo morale di fare la mia parte affinché la città non perdesse il suo teatro per la seconda volta, oltre che di onorare la memoria di mio nonno, mi ha indotto, in questi anni, a rimboccarmi le maniche e a portare avanti l’attività di risanamento dell’Ente senza mai scoraggiarmi, nemmeno in momenti difficilissimi in cui tutto sembrava irrimediabilmente perduto. È stato come un ricorso storico che mi piace sintetizzare scherzosamente in una frase: “Mio nonno edificò il Luglio Musicale sulle macerie della 2ª guerra mondiale; a me è toccato riedificarlo sulle macerie della 2ª Repubblica!”.

Nel 2003 l’Ente Luglio Musicale ha ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali il prestigioso riconoscimento della qualifica di “teatro di tradizione”. Questo riconoscimento ha suscitato l’attenzione da parte dell’Amministrazione Regionale?

Diciamo pure che la Regione Siciliana nei decenni scorsi ha totalmente ignorato il Luglio Musicale, mentre foraggiava, con erogazioni annuali milionarie, i teatri di Palermo, Catania e Messina. Il picco massimo dell’insensibilità si raggiunse durante il Governo Crocetta che arrivò addirittura a violare una legge con l’intento di penalizzare il Luglio. Fu allora che decisi di reagire duramente: citai in giudizio la stessa Regione innazi al TAR e il Luglio finalmente ottenne giustizia… e il denaro che gli era dovuto! Debbo dire che con il Governo Musumeci si è apprezzata un’inversione di tendenza, anche grazie all’instancabile impegno dell’On. Lo Curto che è riuscita a fare inserire nel bilancio regionale un capitolo di 200.000 euro, destinato al sostegno delle attività dell’Ente.

La stagione 2018, in occasione del 70° anniversario della fondazione, ha allestito un cartellone di grande prestigio, spaziando da Verdi a Puccini a tanto altro. Si ritiene soddisfatto?

Un organizzatore teatrale non è mai soddisfatto perché tende sempre ad inseguire la perfezione senza mai raggiungerla. Sono senz’altro soddisfatto per la risonanza che la 70ª stagione ha avuto a livello nazionale ed internazionale ma mi gratifica soprattutto il riposizionamento, dopo un lungo periodo di declino, del Luglio Musicale tra le eccellenze del panorama lirico italiano, attestato, oltre che dalla stampa specializzata, anche dal ministero dei Beni Culturali che negli ultimi 4 anni ha quasi quadruplicato l’entità del suo sostegno finanziario al teatro di tradizione di Trapani. Pensate che partendo dal fondo della graduatoria ministeriale (eravamo fra le ultime istituzioni della 3ª fascia), siamo passati tra le prime della 2ª fascia, superando anche il blasonato Teatro Comunale di Treviso! Il 2018, poi, è stato un anno importante perché ha segnato l’avvio di un ambizioso progetto di internazionalizzazione del Luglio, concretizzatosi con la produzione e la messa in scena dell’opera Aida di Giuseppe Verdi nei Teatri romani di El Jem e di Cartagine (Tunisia), in partnership con il Governo Tunisino e con l’Ambasciata d’Italia a Tunisi, oltre che con i maggiori operatori musicali del paese maghrebino.

Tra le tante iniziative volte a spargere il seme della cultura e dell’arte, l’accesso al pubblico a prezzi contenutissimi, durante le prove delle Opere. È stato raggiunto l’obiettivo?

Abbiamo lanciato delle promozioni che non hanno riguardato soltanto le prove ma anche le recite principali, unite ad altre attenzioni per il pubblico, come, ad esempio, la realizzazione dei sovratitoli proiettati che consentono di seguire meglio le opere. Il risultato è stato entusiasmante: il pubblico è quadruplicato, così come la presenza di giovani. Di conseguenza sono cresciuti in maniera esponenziale anche gli incassi del botteghino, dandoci la possibilità di effettuare ulteriori investimenti per migliorare la qualità delle produzioni.

Quali sogni ha nel cassetto Giovanni De Santis nipote, per continuare a portare alto il nome dell’Ente Luglio Musicale Trapanese?

Ho due sogni: il primo è riuscire a fare affermare il Luglio quale riferimento di un polo musicale d’eccellenza per il bacino del Mediterraneo, attraverso il progetto di cooperazione culturale transfrontaliero avviato con la Tunisia; il secondo è quello di restituire a Trapani un vero teatro al chiuso.

Jose Marano

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