Cresce l’indignazione per le parole di odio e intolleranza verso la Festa dell’accoglienza a Palermo

Non si placano le polemiche sorte in queste ore a seguito dell’articolo sul quotidiano “La Verità”, diretto da Maurizio Belpietro, con cui Francesco Borgonovo esprime il suo particolare punto di vista sulla Festa dell’accoglienza organizzata dalla scuola Antonio Ugo di Palermo.

Un titolo, “In classe lavaggio del cervello pro migranti”, che se è riuscito a fargli piazzare qualche copia in più del suo quotidiano, ha creato l’ennesimo caso mediatico, in cui trova sfogo chi della negazione dell’accoglienza ha fatto il suo cavallo di battaglia e chi la considera un valore da difendere.
Al di là della replica del sindaco Orlando, che stigmatizza l’articolo sul giornale di Belpietro bollandole come “ignoranza e arroganza preconcetta di chi parla e giudica senza conoscere; di chi non sa che la Festa dell’accoglienza è parte di un percorso formativo che da anni è punto di riferimento per la nostra città di Palermo”, e della dichiarazione di Graziamaria Pistorino, segretaria regionale della Flc Cgil Sicilia, che aggiunge “Non possiamo accettare che si continui ad alimentare questo clima di odio ed intolleranza nei confronti dei migranti. Far finta di niente, pensando che si tratti soltanto di parole, è un grave errore perchè dalla propaganda possono scaturire pensieri, atteggiamenti e comportamenti negativi e pericolosi”, le parole utilizzate dall’articolista de “La Verità” dovrebbero scuotere le coscienze e chiamare a raccolta chi crede ancora che la scuola abbia una funzione educativa che va oltre gli schieramenti di parte.

L’indignazione verso chi usa la penna non per informare ma per aizzare le masse ed alimentare un clima di intolleranza che in questo paese sta oltrepassando la soglia, dovrebbe farci seriamente riflettere verso quale modello di società stiamo virando. Se c’è ancora una speranza per cambiare rotta quella è la scuola, dove caro Belpietro, si formano coscienze e si gettano i semi per edificare una società che non tenda alla massificazione del pensiero ma che che sappia fare dell’inclusione un modello virtuoso di crescita. Ci lasci ancora la speranza di guardare negli occhi dei bambini e dei ragazzi, la voglia di condividere spazi e tempo, senza preconcetti stilizzati, e se di lavaggio del cervello deve proprio parlare, lo usi per i tanti che credono ancora che il vero cambiamento risieda nelle alzate di muri e in accordi di espulsione e rimpatrio. Ai bambini, presente e futuro della società, auguri che quel cervello si connetta sempre al cuore, per non piombare in quella forma di apatia, che ahimè caratterizza sempre più la nostra società.

Festa dell'accoglienza alla scuola Antonio Ugo a Palermo

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