Manifesta, senza paga da 3 mesi i volontari degli infopoint

I ragazzi che operano all’interno dei punti d’informazione di Manifesta sinora non hanno preso mai un euro. Attendono le retribuzioni – se così si possono chiamare i 3 euro l’ora garantiti dall’organizzazione – sin dal mese di luglio. Si tratta di una decina di ragazzi che si dividono i turni nei tre infopoint, per circa 5 ore al giorno ciascuno. Sono stati ingaggiati dalla VM Agency di Vincenzo Montanelli, come gli altri 70 giovani colleghi che sostanzialmente compongono l’esercito dei volontari che fanno il “lavoro sporco”, quello che non ha a che fare con la dimensione artistica o manageriale di Manifesta.
Il destino dei 10 ragazzi è diverso da quello degli altri, almeno a giudicare dalle parole di Vincenzo Montanelli, che gestisce questo aspetto particolarmente delicato in nome e per conto dell’organizzazione dell’evento. “I punti d’informazione – spiega Montanelli – sono stati aperti dopo l’inizio di Manifesta e questi ragazzi che vi lavorano all’interno hanno avuto instaurato un rapporto di collaborazione diverso rispetto agli altri volontari. Capisco le loro lamentele, neanche a me piacerebbe che mio figlio non ricevesse il compenso per il lavoro prestato. Abbiamo sollecitato anche stamattina Roberto Albergoni (il direttore palermitano di Manifesta, ndr) ad occuparsi del problema e ci ha assicurato che è davvero una questione di pochi giorni e il problema sarà risolto. Il ritardo nell’accreditamento delle somme è dovuto alla penalizzazione che Manifesta ha avuto dal decreto Milleproroghe del Governo, ma i ragazzi saranno pagati. Personalmente non ho dubbi e ho provato a trasmettergli questa mia certezza, rispondendo alle loro mail e alle loro sollecitazioni”.
Eppure, al di là del Milleproroghe, sembra non sia la prima volta che l’organizzazione si trovi a fronteggiare un ritardo nel trasferimento delle somme destinate al compenso dei volontari.
Diverso sarebbe – e ci potremmo scommettere qualsiasi cifra – se Manifesta dovesse incassare i contributi del Comune o dello Stato dopo la rendicontazione di ogni singola spesa del personale, individuale e tracciata, così come si fa per ogni progetto che prevede stanziamento di denaro pubblico. Così invece è molto più semplice: incarico ad un soggetto esterno che si assume l’onere della responsabilità amministrativa e di reclutamento del personale e responsabilità zero, se non quella morale di lasciare a secco una piccola pattuglia di ragazzi retribuiti con la metà della paga sindacale di una collaboratrice domestica.
E se la VM Agency non ha anticipato le somme è chiaro che il dubbio di non potere recuperarle a breve l’avrà avuto, nonostante le rassicurazioni di Albergoni. A conti fatti, se gli addetti sono 10 e ciascuno di loro percepisce un rimborso di 15 euro al giorno, vuol dire che ogni mese la spesa si aggira attorno a 4.500 euro (oltre eventuali ritenute di legge). Un debito maturato da Manifesta di oltre 15.000 euro (luglio, agosto e settembre oltre ovviamente alla prestazione della VM Agency) che si abbatte principalmente su questi giovani a cui Manifesta e la città di Palermo stanno trasferendo il peggiore degli insegnamenti. La bellezza dell’arte in ogni sua sfumatura e la cultura della legalità dovrebbero stare sempre nella stessa riga. Per un motivo o per un altro, una delle due parole, che sia bellezza o legalità, vanno sempre a capo.

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