La Palermo che non ci meritiamo

Questa città non ce la meritiamo. Siamo indegni di Palermo. Siamo incivili per Dna e cafoni per nascita. Alla visione di una delle meraviglie (per lo più nascoste) di Panormos, preferiamo una ‘mangiata’, di quelle che lasciano storditi per giorni, con il ventre gonfio da fare schifo. Ci meritiamo i tombini intasati e putridi, da cui sale un odore nauseabondo e vomitevole, che incorniciano i marciapiedi davanti a Villa Giulia e all’Orto Botanico.

Museo dei motori Unipa
Museo dei motori Unipa, viale delle Scienze, Città Universitaria di Palermo – Parco d’Orleans

Mentre non abbiamo diritto al giardino più grande d’Europa che conserva al suo interno alcune delle specie più rare del mondo. Per il palermitano medio, del resto, quella stupefacente collezione botanica altro non è che ‘quella specie di parco vicino a quello che fa le arancine enormi, quelle a bomba’. Se per assurdo volessimo fare un sondaggio su cosa conoscono i cittadini di Palermo, verrebbe fuori che, fatta eccezione per qualche monumento simbolo come la Cattedrale o il Teatro Massimo, sono noti Mondello, lo stadio, viale Trasburgo e corso Tuker (tanto nessuno conosce queste strade con il nome corretto). E non sono ignoranti e rozzi solo quelli a cui la sorte ha destinato indigenza materiale e di istruzione. Sono capre, come direbbe Sgarbi, anche quelli a cui il destino ha riservato soldi, possibilità e avvenire. Il degrado culturale, sociale, economico, l’assenza di prospettive, non è solo colpa di Luca Orlando, sindaco da quando io ero poco più che adolescente. Né lo è stata o lo sarà di chiunque arrivi a Palazzo delle Aquile.

Museo dei motori Unipa
Museo dei motori Unipa

Il vero colpevole è il palermitano che protesta protesta, ma alle fine sguazza e pasce in questa fogna. E quindi chi se ne fotte di un meraviglioso e incredibile museo come quello dei motori, che è stato tenuto ben nascosto in viale delle Scienze. Banalmente dico che sarebbe stato un fiore all’occhiello in una qualunque città del Nord Europa, per esempio. Qui è niente, zero. E basta pure con tutte queste chiese, ma che scassamento di palle, con Santa Caterina davanti a Palazzo Pretorio, con il monastero in cui si percepisce anche il singolo sussurro di ognuna delle ragazze che, per voglia o per forza, lì hanno vissuto sino alla morte in clausura. Diamoci un taglio pure alla Fossa della Garofala, a quel lembo di Conca D’Oro che fa tornare indietro nel tempo. Apriamo tanti ristoranti e tanti locali di street food. E inondiamo la città di panelle e crocchè.

Museo dei motori Unipa
Museo dei motori Unipa