Treni iperveloci in Sicilia, dove furono ideati. La deputata Campo a Musumeci: “Fondi UE per Hyperloop”

Treno iperveloce, i primi prototipi furono ideati e realizzati in Sicilia negli anni ’70. La parlamentare Stefania Campo: “Musumeci usi fondi UE per impianti pilota di linee Hyperloop”

Hyperloop è il futuro. Il treno iperveloce che può viaggiare fino a 1000 km/h all’interno di tubi depressurizzati, virtualmente senza attrito, è già in fase di sperimentazione in tutto il mondo.
I treni ad alta velocità a levitazione magnetica non sono una novità. Lo Shanghai Transrapid, prima linea maglev del mondo, collega dal primo gennaio 2004 la città di Shanghai con il suo aeroporto internazionale. Da quindici anni, la distanza di 33 chilometri viene percorsa dal treno in 7 minuti e 20 secondi con una velocità massima di circa 500 km/h e una velocità media di 250.

La tecnologia dei treni superveloci fu sperimentata, con successo, per la prima volta in Sicilia oltre 50 anni fa. I prototipi di Trapani-Milo

La parlamentare M5S Stefania Campo ha accertato la natura dei lavori scientifici, documentati da studi del professore Giovanni Lanzara dell’Università di Palermo a partire dal 1967, eseguiti sul campo in Sicilia con un partenariato internazionale.
I prototipi dei treni ad alta velocità furono costruiti e collaudati nell’ex aeroporto militare di Trapani-Milo, oggi sede di un Centro ricerche e della base “Luigi Broglio” dell’Agenzia spaziale italiana.

“Da Palermo a Ragusa in appena 20 minuti. Non è fantascienza ma una tecnologia dei trasporti che parla siciliano ma non è mai stata applicata”. La deputata all’Assemblea Regionale Siciliana in un’interrogazione chiede in sostanza che in Sicilia, dove la situazione dei trasporti è critica, vengano impiegati i fondi UE per riattivare le attività di sperimentazione, creando delle linee-pilota di collegamento, cercando partership internazionali con i soggetti che stanno investendo in questa tecnologia.

Hyperloop, la società statunitense dell’inventore e imprenditore miliardario Elon Musk, proprietario anche di Tesla, ha infatti già studiato i tracciati per mettere in comunicazione 44 città europee attraverso tubi sottovuoto dove viaggiano treni iperveloci a levitazione magnetica, alimentati elettricamente da pannelli solari. È una rete di oltre 5 mila chilometri, che prevede costi di messa in opera pari a 11 milioni di euro/km.

Il primo prototipo di treno superveloce costruito al Centro ricerche di Trapani-Milo
Il primo prototipo di treno ad alta velocità costruito 50 anni fa in Sicilia, nel Centro ricerche di Trapani-Milo

“La Sicilia che era la patria della sperimentazione di forme di mobilità innovative e non inquinanti, i cui progetti giacciono nei cassetti”, spiega Stefania Campo. “Nella Biblioteca centrale della Regione Siciliana a Palermo, sono conservati i progetti Hyperloop, il mega tubo-galleria depressurizzato all’interno del quale corrono treni a levitazione magnetica con un modello embrionale chiamato IAP3. Quello che sta realizzando il patron di Tesla Elon Musk a Dubai, negli States e in Russia, in Sicilia sarebbe stato già realtà dato che negli anni ‘70 era partita la sperimentazione sulla tratta Trapani-Milo”.

Stefania Campo
La deputata Ars Stefania Campo, che ha riscoperto i progetti siciliani dell’Hyperloop

“Musumeci inserisca nel piano integrato infrastrutture e mobilità in Sicilia la tecnologia Hyperloop. Ci sono privati disposti a investire”

Stefania Campo incalza il governo Musumeci a coinvolgere le Università siciliane nell’avvio di studi di fattibilità e di settore che valutino l’applicabilità della tecnologia Hyperloop e a contattare la Hyperloop Transportation Technologies per creare degli impianti pilota proprio in Sicilia.
“Mentre in Germania parte il primo treno ad idrogeno, noi siamo costretti a dover pietire qualche intervento di bitumazione delle strade dell’isola. Abbiamo trovato documenti che attestano gli studi condotti dal Professore Giovanni Lanzara alla fine degli anni ‘60 negli Stati Uniti prima (Università del Kentucky), su finanziamento del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti d’America e presso l’istituto di Aeronautica dell’Università di Palermo (1968-76) in un secondo momento, con consistenti finanziamenti della Regione. L’attività di ricerca era volta allo studio dell’’influenza delle dimensioni principali di un veicolo intubato di trasporto terrestre ultraveloce’. Ebbene, dagli studi del professore Lanzara e del suo team, nacquero un primo prototipo di convoglio che viaggiava su binari in calcestruzzo e che poteva trasportare solamente 3 persone grazie a dei cuscinetti ad aria e successivamente, con l’evolversi della ricerca, un secondo prototipo di treno a levitazione magnetica per il trasporto ad alta velocità, sperimentato nel 1973 all’interno dell’ex aeroporto militare di Trapani-Milo, che poteva trasportare fino a 20 persone e che poteva raggiungere i 400km/h”.

Prototipo di treno a levitazione magnetica costruito negli anni 70 a Trapani Milo
Prototipo di treno a levitazione magnetica costruito e collaudato negli anni ’70 nel Centro Ricerche a Trapani-Milo

“La tecnologia Hyperloop – si legge nell’interrogazione della deputata Ars – potrebbe essere la giusta chiave di volta per far uscire la Sicilia dallo stallo in cui si trova a causa della carente efficienza del sistema pubblico di trasporto: strade, ferrovie, aeroporti, richiedono infatti una maggiore attenzione e una nuova spinta verso uno sviluppo che sia non solo sostenibile, ma che permetta anche di arrivare preparati all’appuntamento con il futuro e con l’evoluzione della tecnologia. Nel Documento di Economia e Finanza Regionale 2019/2021 approvato dalla Giunta Regionale con Delibera n. 243 del 28 giugno 2018, si legge che le opere strategiche da realizzarsi nel territorio della Regione Siciliana sono definiti nel Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità (PIIM) approvato nel 2017 che individua, nel contempo, i principi per una gestione sostenibile del trasporto pubblico ed inoltre costituisce condizionalità ex-ante per la Programmazione comunitaria 2014-2020. A questo punto sto chiedendo a Musumeci se non ritenga opportuno prevedere, nel prossimo Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità, un’attività di supporto allo sviluppo delle nuove tecnologie sul trasporto, in particolare quella a levitazione magnetica, ricercando finanziamenti pubblici e privati e – conclude Campo – intercettando fondi europei dedicati”.

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Direttore editoriale