Trajkovski, scommettiamo? Chi perde è somaro

La vittoria di Foggia ci dice una imprescindibile verità: il Palermo comincia ad avere una sua fisionomia. Ancora niente gioco, ma almeno c’è la ricerca di una logica che, soprattutto nelle trame offensive adesso determina qualche effetto. Continuano ad essere determinanti gli episodi e questo non è un bel mangiare, perché una volta ti dice bene, ma c’è anche l’altra volta in cui tutto gira storto. Intanto, con una bella e mai superflua dose di popò, Tedino è ancora imbattuto, ha salvato la panchina e prima ancora la faccia grazie a quell’abbraccio ricevuto dai suoi dopo il secondo gol. Sono segnali mai banali, ricordiamoci cosa accadde a Ballardini a Udine, qualche anno fa, dopo la lite con Sorrentino.

Un merito che a Tedino deve essere riconosciuto – anche se ha impiegato un campionato e spiccioli per ricavarne frutti – è l’aver insistito su Trajkovski quando ogni traccia delle sue trascorse presenze avrebbe consigliato i domiciliari in panchina. Ancora è presto per parlare di conversione, ma il bestemmiatore del pallone delle passate stagioni sembra ritornato ad essere un giocatore di calcio. Non solo per la qualità di alcune giocate, ma anche per impegno e continuità. Chissà, magari è il miracolo della maglia che porta addosso o forse il carico di responsabilità che finalmente sente sue. Se liberato da orpelli tattici, il Traj può rivelarsi quel di più che oggettivamente manca al Palermo dalla cintola in su. Se riesce a tirare 4 volte in porta è facile che una la metta dentro, compito della squadra sarà quello di creare i presupposti perché ciò avvenga. E se a fine campionato avrà segnato almeno 12 gol, l’articolo a lui dedicato ad inizio stagione sparirà per sempre dal nostro giornale. Con tanto di scuse e di cappello con le orecchie da somaro per il sottoscritto. In caso contrario le pelose protuberanze compariranno a corredo di ogni sua foto che pubblicheremo finché indosserà la maglia rosanero. Scommessa accettata, vecchio Traj?