Effetto Salvini in Sicilia: Lega, politici migranti e un super poliziotto…

La Lega di Matteo Salvini in Sicilia non può più essere considerata un fenomeno di stampo elettorale.

Da sinistra, Ivan Gelarda e Stefano Candiani
Da sinistra, Ivan Gelarda e Stefano Candiani

A distanza di quasi un anno dalle Regionali di novembre 2017 che ne hanno battezzato la prima presenza all’interno delle istituzioni siciliane e dopo un semestre dalle Politiche che hanno sancito l’esistenza in vita dei lumbard nell’isola, si comincia a registrare un fenomeno che assume il contorno di una vero e proprio radicamento che poco a che fare con le opportunità elettorali.

Prendiamo i consigli comunali, dove la migrazione avviene secondo prassi, nella parte finale del mandato in direzione di quelle sponde che garantiscono candidatura se non rielezione. Basta ricordare cosa accadde a Palermo alla Rete di Leoluca Orlando alla fine degli anni ’90, con militanti che sembravano fidelizzati e che senza indugi trovarono riparo a destra quanto a sinistra pensando al loro futuro.

Ma stavolta è diverso. Per restare nel territorio del capoluogo siciliano, sotto la spinta del consigliere comunale di Palermo Igor Gelarda, il flusso migratorio ha assunto contorni di un certo rilievo. Il primo è stato proprio l’ex grillino, da sempre con radici conservatrici, che ha lasciato il gruppo consiliare in aperto dissenso con l’eterno rivale Ugo Forello, segnando un record significativo: è il primo leghista di Palazzo delle Aquile.

Poi sono arrivati i gradi, su espressa indicazione del senatore Stefano Candiani, il luogotenente di Salvini in Sicilia, che ha avuto la vista lunga perché il superpoliziotto Gelarda il consigliere comunale lo sa fare e il suo contagioso attivismo si dirama da est a ovest della provincia. Prima ha raddoppiato a Palermo trascinandosi Elio Ficarra (ex forzista eletto nei Coraggiosi di Ferrandelli), poi ha cominciato a guardarsi attorno trovando consenso in diversi Comuni dell’hinterland. E così, uno dopo l’altro, sono arrivati Paolo Corrao da Villabate (dove c’era già Rosaria Semilia), Giusto Lo Franco da Misilmeri, Vito Chiara e Anna Maniscalco da Campofiorito, Piero Giammalva da Chiusa Sclafani (e a Partinico c’era già Giuseppe Barbici). Voci sostengono che in lista d’attesa ci sono consiglieri ed esponenti della politica comunale provenienti da Monreale, Cerda, Bisacquino, Giuliana, Alia e Aliminusa.

“L’affetto e la fiducia che ci stanno accordando i cittadini – spiega Gelarda – è fortissimo, segno che il progetto della Lega non conosce confini perché parla di riscatto e qualificazione territoriale. Facendo tesoro di ciò che hanno fatto gli attivisti della Lega negli anni precedenti, vogliamo disegnare un futuro diverso per la Sicilia”.

Questi primi passi testimoniano un vero e proprio radicamento nel territorio, senza sospetti di opportunismo perché la prima tornata elettorale sarà quella di giugno prossimo quando si rinnoverà il Parlamento Europeo. E nessuno di questi “migranti” dovrebbe essere della partita.

Gelarda sa di giocarsi molto in questi mesi, l’ambizione è pari al dinamismo, il contesto è favorevole nonostante potrebbe sembrare un paradosso che, proprio in Sicilia, nel sud che più profondo non si può, attecchisca e prosperi un brand politico che ha la parola nord nel proprio dna.