Sovrappeso digitale, la social dieta per una vita più sana

Ma quanto pesa la vita digitale! È diventata la nostra seconda occupazione, in diretta o in differita sentiamo il bisogno di esserci. E per questa epidemia social ancora nessuno ha scoperto un vaccino, quindi è lasciata al libero arbitrio della diffusione, come se non ci fosse un domani, di una gran quantità di spazzatura (compresa la mia eh!) che occupa stratificandosi lo spazio, purtroppo senza fine, che esiste nel web. Web inteso come mondo senza fisicità in cui riversiamo con costanza e dovizia di particolari quanto di meglio riteniamo comunicare della nostra virtual life, che è notoriamente diversa dalla vita vera che conduciamo, accuratamente e dignitosamente a riflettori spenti, proprio in ossequio a quel famoso detto di nonna che declamava in maniera altisonante come suggerimento “i panni sporchi si lavano a casa propria”.
Ora li detergiamo e li sciacquiamo con cura sciorinandoli sul web e immortalandoli ad eterno ricordo di niente. Perdiamo tempo, e non poco, a stupirci di cose che non ci interessano ma ci “spuntano” ad ogni capatina sui social. Ho iniziato la mia social dieta in estate, staccandomi con fatica per una ventina di giorni, andando in una vacanza virtuale, recuperando tempo per pensare, vivere e immaginare quella vita un po’ persa che mi manca tanto. Il piacere di una telefonata, un appuntamento, un impegno condiviso con entusiasmo, una cena con o senza lume di candela, un ritorno a quel tipo di Amicizia che ci faceva organizzare e vivere con entusiasmo il tempo libero senza distrazioni social. Ci riproviamo?! Perchè il tempo non è solo denaro, è vita!