Cuffaro: “Ma quale candidatura alle Europee, chiederò solo la riabilitazione”.

Nessuna candidatura alle elezioni europee del 2019 per Totò Cuffaro. È lo stesso ex presidente della Regione che smentisce la notizia collegata alla sua prossima richiesta di riabilitazione, cosa che gli restituirebbe la possibilità di ricoprire cariche pubbliche. “Nessuna voglia di rientrare in politica – sottolinea Cuffaro – è un mondo che non mi appartiene più. Io adesso mi occupo di altro, sono impegnato in azioni umanitarie in Burundi e il mese prossimo organizzerò una manifestazione che avrà lo scopo di raccogliere fondi per la gestione di un ospedale in Africa. L’unica cosa vera è che, quando i tempi saranno maturi (il prossimo mese di gennaio, ndr), chiederò la riabilitazione, un’opportunità che è garantita a chi ha scontato la sua pena ed ha avuto un comportamento irreprensibile. Lo dice il codice di procedura penale, io spero di poter usufruire di questa opportunità ma non certamente per rientrare nel mondo della politica. Per me è un capitolo chiuso”.

Certo è che stamattina, l’articolo del Giornale di Sicilia nel quale si paventava la possibilità di una candidatura al Parlamento Europeo, aveva fatto venire l’orticaria non a pochi. Perché, inutile nasconderlo, è vivo ancora il timore di avere Cuffaro in campo, un concorrente più che temibile in un’area politica già affollata di candidati prossimi venturi. E con la consapevolezza che riconfermare il dato numerico del 2014 è impresa improba, anche in considerazione dell’esplosione anche al sud della Lega e della sua capillare campagna acquisti. “Lo dica chiaro – conclude Cuffaro – non sarò candidato, non lo sarò anche se dovessi essere riabilitato nei tempi utili per le Europee. È una vita che non mi appartiene più