Tedino prenditi il Palermo, perché se continui così andrai a casa

Le quattro verità del Palermo riguardano Tedino, Struna, Brignoli e Salvi. Ce ne sarebbe una quinta che riguarda il modulo, ma di questo parleremo in seguito. Partiamo dall’allenatore, già infarinato dopo 180 minuti e pronto pronto per la frittura. Se è persona intelligente saprà che siede su questa panchina perché a giugno era la scelta più economica e più facile da gestire con un mercato che non prometteva niente di buono. Come del resto è stato.

Eppure, nonostante tutte le difficoltà di questa estate, oggi come oggi questa rosa è più competitiva dello scorso anno. E qualcosa di diverso si è cominciato a vedere, soprattutto nelle verticalizzazioni cercate con una certa insistenza. Ma se fra un mese la squadra non avrà una fisionomia precisa e un’identità più definita, il resto del campionato Tedino se lo potrà guardare in televisione. Molto dipenderà dal coraggio che avrà nel prendere decisioni che appaiono ineluttabili, nella scelta degli uomini e del modulo.

Il capitolo più delicato, ancora una volta, riguarda il portiere. Da troppi anni Zamparini in prima persona agevola (per non dire impone) scelte dissennate. L’ultima in ordine di tempo fu quella di Posavec, collezionista di papere sia in serie A che lo scorso anno. Non si comprende il motivo per cui privilegiare Brignoli quando hai a disposizione uno come Pomini. Questo a bocce ferme. A maggior ragione dopo due incerte prestazioni che hanno evidenziato, come nel caso di Posavec, limiti tecnici di un certo rilievo.

Il secondo e non secondario aspetto riguarda il piccolo esercito che Foschi ha tentato di piazzare in Italia e all’estero senza alcuna fortuna. Piaccia o meno, Struna è il migliore difensore della rosa, nettamente più capace di Rajkovic a impostare l’azione, migliore di Bellusci sia in area che negli spazi stretti. È rimasto, inutile lasciarlo in panchina, deve giocare qualsiasi sarà il suo futuro a gennaio.

La stessa cosa si potrebbe dire per la fascia destra, adesso occupata da Salvi. C’è Rispoli? Che giochi, vale più del suo erede, con qualsiasi schieramento si giochi. Diversa la situazione di Nestorovski, il suo impiego dipenderà dal modulo. Con un solo attaccante e due trequartisti non avrà tante chance, il posto sarà di Puscas. Ma la variabile a due punte gli potrebbe consegnare una maglia. E questo significa che Tedino dovrà ricostruire un rapporto con il macedone come con quei giocatori su cui pensava di non potere più contare e che invece sono ancora in rosa.

Una cosa urgente perché da ciò dipenderà anche la scelta tattica. Su Salvi, come detto, esiste più di un dubbio, sia nella fase difensiva che su quella offensiva, decisamente poco efficace. Il doppio rifinitore ha senso senza Nestorovski, ma visto che il macedone risulta ancora arruolato, non è detto che la scelta sia definita. E il centrocampo a tre potrebbe essere l’opzione migliore per sfruttare le qualità di Haas, l’unico tra i mediani che possiede caratteristiche offensive. Tutti nodi, a partire dal modulo difensivo, che Tedino dovrà sciogliere presto, perché non è detto che il tempo a sua disposizione sarà infinito. Anzi, a voler essere realisti, un’altra partita come quella con la Cremonese, segnata da errori evidenti sia nell’assetto iniziale che nelle sostituzioni, e finirà come lo scorso anno. Risultato su cui a Palermo sono già in molti a scommettere.

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