Il vento speciale di Lampedusa, libera dal razzismo e dalla plastica

Deve soffiare un vento speciale a Lampedusa, avamposto di civiltà e di speranza. Da oggi l’isola che strappa al mare le vite degli ultimi al mare restituisce un favore. Niente più plastica nel suo territorio che non è soltanto approdo di migranti ma anche meta ambita del turismo nazionale e internazionale. E come tale vuole che la sua terra resti lontana dalla contaminazione di un progresso beffardo che procura danni vendendo meno al suo principale presupposto, un progresso che non semplifica la vita ma tende a rovinarla, riscuotendo il suo credito a rate, un poco per volta ma con altissimi interessi.

Niente più plastica negli scaffali dei supermercati che hanno rispettato l’ordinanza del sindaco Salvatore Martello, senza sforzo e comprendendo la logica di un provvedimento necessario per frenare gli abusi di chi a Lampedusa trascorreva pochi giorni ma lasciava tracce indelebili per anni e anni. Perché sappiamo bene che in vacanza le faccende domestiche tendiamo a ridurle al minimo e troppe volte per comodità si ricorre al consumo indiscriminato della plastica, uno dei maggiori fattori inquinanti del pianeta.

Lampedusa plastic free è un’idea felice che forse incontrerà qualche resistenza sotterranea, ma che riconcilia con la politica il cui presupposto primario non dovrebbe mai essere la ricerca del consenso. Siamo in Sicilia e tutto ciò non è scontato, un motivo di più per dedicare un applauso al sindaco Martello e a tutti i lampedusani ancora una volta in prima linea in una battaglia di civiltà e di reale progresso.