Ciao, campione. Lo strazio e il dolore nella bacheca di Luca

La bacheca del suo profilo facebook gronda dolore. E rivela il contrasto immenso e devastante tra i messaggi di strazio degli amici più intimi legati nella sequenza cronologica agli auguri per il suo compleanno. Il 26 giugno, appena 2 mesi fa. Una sequenza surreale che segna proprio il confine tra le gioie della vita e l’incredulità per la morte.
E poi le tante foto di Luca Giacoletti, talento del nuoto palermitano, l’affetto di chi è cresciuto con lui, di chi tante volte l’ha sfidato in piscina, di chi gli è stato accanto in questo suoi 20 anni. Un lasso di tempo che in astratto sembra infinito ma che è la durata di un battito di ciglia se diventa l’unità di misura di una vita.
La morte è sempre bastarda, lo è ancora di più quando raccoglie una giovane esistenza e nel suo abbraccio soffocante scorgi i segni di un ineluttabile destino. Un ragazzo che in acqua ha speso migliaia di ore e ha costruito le sue amicizie più vere, rapito e portato lontano dagli affetti e dal futuro dalla forza implacabile del mare. La morte non è mai giusta, ma in alcuni casi il suo sadico gioco non è davvero tollerabile.