Cinquestelle, monta a Palermo il fronte anti Salvini – Di Maio

Dopo l’esternazione via facebook di Gianfranco Micciché contro Matteo Salvini (“non sei razzista, sei solo stronzo”), la grande casa di Mark Zuckerberg è diventata luogo da tenere d’occhio anche per quelli che possono considerarsi “piccoli spostamenti del cuore” (e ci perdoni Giorgio Gaber per tanto ardire). La tristissima vicenda Diciotti, con ciò che ne consegue sia in termini di reazioni politiche che di consenso interno, ha prodotto tra i Cinquestelle effetti impensabili sino a qualche giorno fa. Non si tratta di veri e propri ammutinamenti, ma qualche fibrillazione c’è stata. Perchè se da un lato il vicepremier Luigi Di Maio ha garantito, sia pure con qualche distinguo, una copertura al dirimpettaio Matteo Salvini, dall’altro si comincia a registrare qualche rumors nelle periferie a Cinquestelle.
La stura l’ha data la dura presa di posizione di Marco Travaglio, oggi stimolatore di coscienze più che guru, che su Il Fatto Quotidiano non ha esitato a tracciare un solco profondo tra ciò che è stato e cosa invece dovrebbe essere. E “Però adesso basta”, è il titolo del post anti Salvini che riproduce l’articolo di Travaglio pubblicato da Ugo Forello che, se si ragionasse in termini di politica d’antan, rappresenterebbe l’ala sinistra del Movimento, quella comunque più lontana dalla deriva leghista che ha caratterizzato nelle parole e nei fatti i giorni infiniti della Diciotti.
Del resto è di pochi giorni fa l’addio di Igor Gelarda al gruppo consiliare del Comune di Palermo che sembra plasmato sulle posizioni di Forello. L’approdo alla Lega ha sancito il distacco dalle posizioni che, del resto, il poliziotto – consigliere non ha mai condiviso, tanto da essere il rivale più insistente durante le Comunarie dello scorso anno.
Il M5s a Palermo ha un’anima che verosimilmente fatica a trovare punti di contatto con l’estremismo salviniano. La condivisione dell’articolo di Travaglio è la formula di moderato dissenso, senza tante parole, che tanto quelle del direttore del Fatto sono assai eloquenti. Direte: tutto qui? Basta e avanza. Si usa discrezione da quelle parti, tranne quando vuoi rompere. In quel caso il metodo è quello di Gelarda, una conferenza stampa e tanti saluti a Giggetto. Ma Forello non ha alcuna intenzione di lasciare, specie adesso che la buona sorte travestita da pioggia d’agosto e le inefficienze della Giunta Orlando stanno in qualche maniera legittimando un’opposizione al sindaco che sino a qualche giorno fa procedeva tra alti e bassi.
La condivisione dell’articolo di Travaglio ha avuto la funzione del termometro, andava fatta per verificare gli umori della base. Ebbene, il responso non è stato incoraggiante ma neanche pessimo. I fanatici si sono presentati con le solite formule di rito, ma c’è stato altro, tanto altro che probabilmente che a Roma non gradirebbero ascoltare. È il segnale che in Sicilia qualcosa si muove, l’unico che ha dato una sponda al duo di governo è stato ovviamente Giancarlo Cancelleri. Ma la sua risposta sarcastica a Miccichè è davvero poca cosa rispetto alla partecipazione attiva che ha segnato la formazione del primo governo grillino. Se si sommano i distinguo di Giorgio Trizzino sulla questione dei vaccini e l’assordante silenzio di tutta la deputazione regionale, si può intuire quanto il canale tra Palermo e la Capitale abbia bisogno di una nuova sintonizzazione.

<<Però adesso basta.Lo stallo vergognoso attorno alla nave Diciotti della Guardia Costiera, prima tenuta fuori dalle…

Pubblicato da Salvatore Ugo Forello su Venerdì 24 agosto 2018