Messina, il sindaco metropolitano: “Senza sicurezza, scuole chiuse”. Palermo, Sabrina Figuccia: “Scuole a rischio, in pericolo la vita dei nostri ragazzi?”

Mentre il sindaco metropolitano di Messina, De Luca, ha confermato oggi la sua decisione di mantenere l’ordinanza che ha disposto la chiusura delle scuole in assenza delle certificazioni di sicurezza previste dalla legge, a Palermo interviene sul tema il consigliere comunale Sabrina Figuccia.

“L’inizio del nuovo anno scolastico ripropone, ancora una volta, il tema della pericolosità di gran parte delle scuole, moltissime purtroppo prive di ogni benché minima misura di sicurezza sia antisismica che di staticità. Ho chiesto quindi all’assessorato comunale alla Pubblica Istruzione un elenco dettagliato delle scuole palermitane che non hanno i requisiti di sicurezza. Purtroppo”, continua Sabrina Figuccia, “nel recente passato non sono mancati i casi di crolli nelle nostre aule, come ad esempio in via Quarto dei Mille o in corso Calatafimi, o a Borgo Nuovo, nella scuola “Rita Levi Montalcini”, dove per miracolo non c’è scappato il morto.
Anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, secondo il quale la gran parte delle scuole italiane non sono messe in sicurezza, tanto che lo Stato ha già stanziato ben sette miliardi di euro per la messa a norma degli edifici, stamattina ho chiesto al sindaco Leoluca Orlando lo stato di salute delle nostre scuole, affinché con la riapertura delle aule, gli studenti palermitani non corrano il rischio di finire sotto qualche tetto crollato. Andare a scuola, oltre che un diritto e un dovere, non deve rappresentare un pericolo per l’incolumità dei nostri figli”.

L’assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla ha dichiarato che le lezioni inizieranno regolarmente il 12 settembre. I singoli istituti, quindi, dovranno fare i conti con l’inagibilità delle strutture, intervenendo autonomamente per garantire le lezioni anche in assenza di locali disponibili. Anche facendo ricorso ai doppi turni e “prendendo in prestito” locali in altri istituti.