In volo sulla storia del Novecento: “Appunti di una giovane anima. Alexandra Tomasi di Lampedusa”

Appunti di una giovane anima. Alexandra Tomasi di LampedusaÈ un lungo volo, attraverso decenni di Storia dell’Europa del Novecento, il romanzo di Gabriele Bonafede, condotto da un’anima benevola e in qualche modo protettrice, – si scoprirà nel finale il segno del realismo magico siciliano – la quale ci guida nelle vite dei due protagonisti, Alexandra Wolff von Stomersee e Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lettonia e Sicilia, estremi luoghi d’Europa, simboli di un mondo che sarà destinato a sgretolarsi nel bailamme di rivoluzioni e controrivoluzioni, guerre e fughe.
La storia di Alexandra, detta Licy, e quella di Giuseppe, dapprima si giustappongono in parallelo, affrescando due mondi e due caratteri affascinanti ma lontanissimi tra loro, non solo geograficamente. Attraverso la Storia che investe e travolge tutto dalla Lettonia alla Sicilia, Gabriele Bonafede, con penna da storico abilmente prestato al romanzo, intreccia vicende, personaggi, culture, idealità e le oscure trame della politica. Sembra di veder vivere tutto quel mondo, nel suo inesorabile declino, ormai così lontano, con tutte le sue meraviglie, ma anche tutte le contraddizioni, tutti i suoi pericoli, ancor oggi, per altre vie e in altri modi, presenti.
La vicenda umana, intellettuale e sentimentale dei due protagonisti si nutre di questo respiro europeo che contemporaneamente li unisce e divide, in un incrociarsi di vite sempre in cerca, mai risolte, eppure così saldamente unite in una relazione che durerà per tutte le loro vite.
Questo intrecciarsi della narrazione tra grandi eventi e vite private, rende vividi e presenti tutti i personaggi, tra i quali si stagliano l’autore del Gattopardo e, soprattutto, Alexandra Wolff-Stomersee, cui l’autore restituisce lo spessore e la complessità di grande donna, colta, cosmopolita, fondatrice insieme a Cesare Musatti della Società Psicoanalitica Italiana; di lei, finora, ben poco si sapeva, sempre offuscata dal cono d’ombra del famoso marito; ora giustamente, e questo è un grande merito del romanzo, ce ne viene restituita un’immagine totalmente autonoma, densa, emotivamente molto intensa. E si conferma il detto che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. Io direi: davanti.