La psicosi di Palermo si chiama Ponte Corleone

Ponte Corleone a Palermo
Il Ponte Corleone sul fiume Oreto, a Palermo

C’è chi la comincia a chiamare la psicosi del ponte. Dopo il crollo del Morandi di Genova, ogni città comincia a fare i conti con le sue paure, segno che lo stato di abbandono in cui versano molte delle arterie urbane ed extraurbane non conosce limiti territoriali. A Palermo gli occhi sono tutti puntati sul Ponte Corleone sopra il fiume Oreto, punto obbligato di passaggio per chi, percorrendo la circonvallazione, deve andare in direzione di Catania, Messina, Ragusa o Siracusa. Senza considerare che, indipendentemente dall’accesso all’autostrada, sul ponte in questione transitano auto e mezzi pesanti diretti nella parte a sud della città.

Il ponte versa in cattivo stato e ciò non è una sorpresa per nessuno, nel senso che il Comune di Palermo ne è a conoscenza e anche l’opinione pubblica, specie dopo il servizio televisivo di Striscia la Notizia dello scorso mese di marzo.

Una sorta di denuncia pubblica firmata da Stefania Petix con tanto di parere tecnico dell’ingegnere dell’Università di Palermo Luigi Palizzolo, che già nel 2005 aveva realizzato una perizia per conto del Comune evidenziando la necessità di attuare un piano di manutenzione. “Il ponte Corleone è pericoloso se utilizzato al massimo del traffico”.

Un giudizio che già 13 anni fa non lasciava adito a dubbi. Cosa andrebbe fatto è presto detto. Una manutenzione straordinaria e la creazione di una doppia carreggiata per salvaguardare il ponte e garantire la sicurezza dei cittadini. Ad oggi risultano reperiti soltanto i fondi per la realizzazione del raddoppio della carreggiata, ma in questo caso si tratterà di una corsa contro il tempo perché – come ricorda Petix – le somme dovranno essere impegnate entro la fine del 2019. E non è detto che ci siano i tempi adeguati per espletare le gare d’appalto.

Intanto il ponte continua ad essere malato, non allo stato terminale, ma quasi. Il limite di velocità di 30 km orari fissato dal Comune sembra possa sortire l’effetto di un placebo. Anzi, di un’aspirina. Perché nel frattempo l’autovelox ringrazia.

Palermo, allarme per lo stato del Ponte Corleone

Pubblicato da Rassegna Stampa su Giovedì 16 agosto 2018