Emergenza idrica in Sicilia, interventi da oltre 400 milioni per le dighe

Oltre 400 milioni di euro per mettere in piena efficienza le dighe dell’Isola. Il presidente Musumeci: “Abbiamo pensato a un Piano strategico di potenziamento delle infrastrutture, che fra qualche anno ci potrà consentire di guardare all’attuale stato di crisi come un lontano ricordo”

Progetti del valore di quasi 465 milioni di euro per garantire la piena efficienza delle dighe e fronteggiare così l’emergenza idrica nell’Isola. In particolare 32 interventi, per un totale di 198 milioni, sono previsti per la sezione ‘Invasi’ e 34, per 267 milioni di euro, per quella ‘Acquedotti’.

È quanto previsto dal piano di lavoro del governo regionale, concordato durante un incontro che si è tenuto tra il presidente della Regione Nello Musumeci e il dirigente generale della Direzione dighe del ministero delle Infrastrutture, Ornella Segnalini. Presenti anche, tra gli altri, per il ministero i dirigenti Angelica Catalano e Vincenzo Chieppa, per la Regione l’assessore dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità Alberto Pierobon, il dirigente generale del dipartimento Acqua e rifiuti, Salvo Cocina e il responsabile del servizio Gestione infrastrutture per le acque, Francesco Greco e il consulente dell’assessorato, Giuseppe Pollicino.

“La grave crisi idrica, potabile e irrigua – spiega il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – è una delle emergenze decennali, mai risolte, che il mio governo ha dovuto fronteggiare fin dall’insediamento. Non ci siamo limitati, però, solo agli interventi immediati. Con gli interventi programmati, dopo un trentennio ben 14 dighe passeranno dall’esercizio provvisorio al collaudo definitivo. Abbiamo pensato a un Piano strategico di potenziamento delle infrastrutture, che fra qualche anno ci potrà consentire di guardare all’attuale stato di crisi come un lontano ricordo”.

I progetti sono stati presentati dalla Regione a Roma e adesso i loro relativi finanziamenti sono in fase di assegnazione da parte del ministero per il settore idrico nazionale. Gli interventi inseriti nel lungo elenco serviranno per il ripristino funzionale e il riefficientamento di molte opere di presa che alimentano gli invasi, di acquedotti di interconnessione tra serbatoi artificiali, di adduttori di alimentazione di reti irrigue e potabili, di infrastrutture e impianti consortili per i comprensori irrigui. Inoltre, fra le opere per le quali sono stati chiesti i finanziamenti, c’è anche il completamento della diga Cannamasca nell’Agrigentino, la progettazione esecutiva di quella di Blufi, oltre a importanti collegamenti fra i vari impianti. Previste anche azioni di risanamento su molte opere esistenti per potere essere finalmente collaudate e quindi capaci di immagazzinare maggiori volumi idrici. Opere che potrebbero portare a un aumento della capacità degli invasi di circa il 40%, passando dall’attuale volume autorizzato di 417 milioni di metri cubi a 578 milioni. Le progettazioni preliminari, e in alcuni casi anche esecutive e quindi già cantierabili, sono state intanto realizzate con le risorse interne degli Ufficio dighe, coordinato dall’ingegnere Francesco Greco.

Nel corso dell’incontro, si è proceduto anche a una valutazione congiunta dello stato dell’arte del Piano nazionale dighe e del Patto per il Sud, già programmati e finanziati con il Fondo di sviluppo e coesione 2014/2020, per i quali il governo ha accelerato l’attuazione. A breve, infatti, si procederà con le gare per i servizi e subito dopo per l’appalto dei lavori.

Nel Piano nazionale sono previsti 17 interventi per 53 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti altri 6 progetti presentati dal governo Musumeci per un valore di altri 62 milioni di euro, di cui sessanta destinati al completamento della diga Pietrarossa, opera strategica a cavallo tra Enna e Catania, una delle maggiori incompiute ultradecennali.

All’interno del Patto per il Sud, invece, sono inserite 20 opere per un importo complessivo di quasi 43 milioni di euro che serviranno alla realizzazione di condotte bypass necessarie per il superamento delle zone franate del nuovo acquedotto Scillato, fondamentale per l’alimentazione idrica della Città metropolitana di Palermo.

“La strategia complessiva del governo – conclude il presidente Musumeci – prevede tre priorità, che rappresentano una novità rispetto al passato: completamento delle incompiute, interconnessione delle dighe e manutenzione straordinaria delle infrastrutture. Abbiamo accelerato per completare gli interventi previsti dalle diverse Programmazioni entro i termini stabiliti dal governo nazionale. In questo modo potremo mettere in sicurezza le grandi dighe e ripristinare la funzionalità degli impianti idrici, incrementando, così, la capacità di invaso e la disponibilità di risorse idriche a tutto vantaggio della popolazione, dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’industria della Sicilia”.


Foto di copertina: il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci durante un sopralluogo alla diga Rosamarina

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