Emergenza rom. La beffa di Orlando ai senza casa non nomadi. La protesta dei cittadini

Come troppo spesso avviene, le polemiche roventi sulla vicenda dello sgombero del campo nomadi nel Parco della Favorita a Palermo e la frettolosa assegnazione di alloggi da parte del Comune in un quartiere periferico di Palermo, tra le proteste dei residenti, fanno spostare il focus del problema verso un tema politico “alto”, sensibile e grave, l’intolleranza, a discapito delle vere concrete ragioni che qui scatenano, dal basso, la reazioni dei cittadini.

Gli abitanti di un lembo di estrema periferia, bistrattati e senza servizi, si sentono beffati dall’avvertire che l’unica organizzatissima attenzione da parte dell’Amministrazione comunale verso il quartiere in cui vivono, riguarda non le tante criticità della zona, immersa nel degrado e lasciata nell’abbandono, ma sia motivata dal voler trovare un’immediata sistemazione ai “nomadi rimasti senza casa“, che in sé già suona come una beffarda contraddizione in termini.
È innegabile che dell’esistenza del campo rom alla Favorita e della necessità di trasferire altrove chi lo occupava il Comune era perfettamente a conoscenza da decenni. Quindi se vi è oggi un’emergenza, la responsabilità è di chi l’ha creata, perché non ha mai voluto o saputo risolvere il problema.
E che l’emergenza casa sia da anni un problema cronico che riguarda tantissimi cittadini e non soltanto, ora, la comunità rom, e solo dopo che la magistratura è intervenuta ponendo fine, alla Favorita, ad una situazione irrisolta per una persistente disattenzione del Comune, è un dato di fatto.

Sarà pure impeccabile formalmente il comunicato fatto diffondere dal sindaco Leoluca Orlando: “L’Amministrazione comunale presenterà insieme al Comando di Polizia municipale un esposto alla Procura della Repubblica, affinché siano individuati e sanzionati coloro che compiono o favoriscono atti violenti ed illegali che potrebbero impedire l’attuazione di un provvedimento disposto dalla Magistratura, con riferimento alla dismissione del campo nomadi della Favorita.
Il piano di dismissione proseguirà nei prossimi giorni secondo il crono-programma che è stato illustrato al Consiglio comunale e comunicato alle competenti Autorità.” Ma non si può nemmeno fare finta di non capire quali siano i motivi concreti per i quali i cittadini protestano contro le decisioni del sindaco.

Trovano così buon gioco le prese di posizione di parte politica, come quella di Diventerà Bellissima, espressa dal coordinatore dei giovani Domenico Bonanno e dal dirigente provinciale Eduardo De Filippis: “Non è ammissibile che per favorire lo sgombero del campo nomadi, il comune riesca a trovare e ad assegnare in pochissimi giorni delle abitazioni ai Rom nonostante centinaia di famiglie palermitane si trovino in attesa di un alloggio popolare e molte di queste siano costrette a vivere in auto o in alloggi di fortuna. Le regole e le graduatorie devono valere per tutti. Prima chi ha diritto, a prescindere dall’etnia, deve essere questo il mantra di un’amministrazione seria. Occorre anche uno studio di fattibilità ed un confronto con i residenti, cosa che non è avvenuta.
Le proteste dei residenti di via Felice Emma e dintorni, sono l’emblema del fallimento del Sindaco Orlando e di un’amministrazione sorda ai bisogni e alle richieste dei cittadini. La colpa è di chi nel corso di questi anni non ha saputo affrontare il problema programmando soluzioni e medio termine. Adesso che interviene la magistratura il sindaco si trova costretto ad agire in condizioni di emergenza. Piuttosto che minacciare denunce, il Sindaco dovrebbe accettare il confronto ed ascoltare le richieste dei residenti”.

Intervento critico anche dall’Ania, l’Associazione nazionale inquilino e assegnatari, che afferma come la protesta dei residenti di via Felice Emma denuncia la mancanza di un progetto per la casa da parte della giunta Orlando: “Oggi la Giunta Orlando, che in due sindacature non ha saputo produrre nessuna azione e progetto di largo respiro per combattere l’allarme sociale della mancanza di alloggi disponibili per quella fascia di cittadini che non possono accedere al libero mercato immobiliare, ha deciso di assegnare gli alloggi di via Felice Emma ai cittadini, anche italiani, di etnia Rom; cittadini che probabilmente non hanno mai presentato domanda per essere inseriti nella famosa graduatoria per l’assegnazione degli alloggi nel rispetto della legge.
Oggi si scopre l’ennesima emergenza che per l’ennesima volta scavalcherà chi invece, onestamente e rispettando le normative, attende, a questo punto probabilmente invano, di aver assegnato un alloggio.
Oggi scopriamo che il campo Rom è un campo abusivo e che per almeno 40 anni nessuno lo aveva scoperto.
Oggi il nostro Sindaco dichiara guerra con minacce di denuncia a chiunque non accetta questa soluzione, a chiunque osa dichiarare che sarebbe opportuno oltre che corretto assegnare gli alloggi rispettando la ormai famigerata graduatoria di assegnazione.
Dichiara guerra a tutti quei cittadini che si oppongono alle imposizioni “manu militare” da parte dell’elite di Governo cittadino che forte delle loro ubicazioni abitative lontane dal degrado sociale delle estreme periferie abbandonate, composte di fatto da emarginati che ancora hanno un’unica colpa, quella di voler essere riconosciuti come cittadini “normali” con pari dignità e accettazione di tutti gli altri e con una speranza di emersione dal degrado e crescita sociale ed economica. Ci rendiamo conto che la gestione della comunità Rom è un problema ma non possiamo permettere che questo problema, causato dalla mancanza ultradecennale di una politica vera della Casa, ricada sui cittadini Palermitani più deboli e più abbandonati”.



(Nella foto, Giuseppe Mattina, assessore alla Cittadinanza Solidale, Diritto e Dignità dell’Abitare, Beni Comuni, Partecipazione del Comune di Palermo, mentre parla con i cittadini residenti che manifestano in via Felice Emma)

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