Zamparini, la verità sulle dimissioni di Giammarva

Con questo pane non ne fa nessuno…” Mi licenzia così, sull’uscio del suo salone di via Lancia di Brolo, Nicola mio fido e trentennale barbiere, commentando le dimissioni del Presidente Giammarva; lui è interista: ognuno ha la sua croce… Incredibile la vita del tifoso RosaNero (o di quel che rimane) di questi tempi. Il campo,tra palloni lanciati ed sms galeotti, non è foriero di soddisfazioni, rimandate a tribunali sportivi altrettanto stitici. In più ci pensa il proprietario feudatario Maurizio Zamparini a mandare in fibrillazione l’ambiente ad ogni piè sospinto, anche quando sembra superarsi la buriana e vedere un orizzonte. Eh si l’arrivo del diesse Foschi e un mercato ancora in itinere avevano dato un minimo di barlume di strategia: vendere gli scontenti, fare cassa si ma costruire un Palermo ambizioso, giovane e volitivo. Di botto o quasi il caos. Si perché vero è che messianica è la lista di giocatori, tecnici e dirigenti che per dirla col Foscolo, non si sono correlati in amorosi sensi col patron, ma qui è diverso. Il dottor Giammarva da Palermo, chiamato mesi or sono al capezzale di un Palermo assediato dai magistrati e dalla procure, che con piglio a questi si era opposto avendone più volte la meglio, ora in punta di fioretto ora a colpi di sciabola, assurto poi al titolo di Presidente per lignaggio e meriti acquisiti sul campo, si dimette “per incomprensioni con altre componenti dirigenziali”. Non ce la beviamo, come non ci beviamo l’auspicato ritiro delle stesse. Chissà a quale magheggio non ha voluto sottostare o quale diktat non voluto avallare. La realtà è sempre la stessa con la mantide che se non mangia i pargoli li perde. E qui per strada,nella base del tifo dilaniata e divisa come guelfi e ghibellini d’un tempo, tra chi è salito su un triste ma perentorio aventino e chi, ammantandosi col mantello di colori e passione,strenuamente resiste pur turandosi il naso e guardando oltre, tra stupore e distinguo, si anela un briciolo di tranquillità, un ritorno d’entusiasmo che faccia ripartire tutto. Intanto pane non ne fa con nessuno.

Sabrina Figuccia e Leoluca Orlando

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