Bilancio, M5S Palermo chiede di nuovo dimissioni Orlando: “Situazione gravissima, disallineamento oltre 70 milioni”

Lo denuncia il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle: “Unica strada per gestire la cosiddetta fase di predissesto, un piano di riequilibrio pluriennale”

Non si fermano le critiche sul bilancio del Comune di Palermo che nei giorni scorsi è stato anche commissariato dalla Regione per il ritardo nella presentazione del rendiconto 2017.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Palermo ha chiesto, nel corso di una conferenza stampa, anche le dimissioni del sindaco Leoluca Orlando. Il disallineamento sarebbe di oltre 70 milioni. Una situazione “gravissima”.

“Con la presentazione del rendiconto del 2017 il Sindaco ha smentito se stesso e, soprattutto, ha decretato il fallimento della sua gestione amministrativa degli ultimi sei anni. Oggi, infatti, si scopre che il disallineamento accertato nello stesso anno del bilancio consolidato, nel 2016, sarebbe, non più di € 42.568.236 ma, addirittura di € 62.896.075 e che, prendendo in considerazione anche il successivo 2017, lo stesso avrebbe addirittura superato i 70 milioni di euro”.

I portavoce M5S, Ugo Forello, Giulia Argiroffi, Concetta Amella, Viviana Lo Monaco e Antonino Randazzo dicono:

“Il Comune di Palermo è già, di fatto, strutturalmente deficitario perché almeno 5-6 dei 10 parametri previsti dalla legge sarebbero stati superati ma, attraverso l’operazione Amat e un rientro ‘anomalo’ dell’anticipazione di cassa a fine 2017, i parametri n. 4 (residui passivi) e n.9 (anticipazione di cassa), sarebbero stati superati”.

Continuano: “Tale inaccettabile situazione che mina alle basi la stabilità dei conti del comune e delle sue partecipate, e che segna l’inesorabile tramonto del regno di Orlando, purtroppo, rischia di avere ripercussioni dirette sui cittadini e i lavoratori comunali e delle società. Gli effetti del dissesto già sono sotto gli occhi di tutti: emergenza rifiuti in tutta la città, sempre più sporca e abbandonata, raccolta differenziata ancora a livelli bassissimi, il porta a porta che funziona a corrente alternata, il servizio di trasporto locale su gomma ai minimi storici e quello tranviario economicamente non più sostenibile, intere zone al buio, manutenzione di strade e marciapiedi del tutto carente. Abbiamo da tempo affermato, e oggi alla luce della proposta di rendiconto lo riteniamo ancora più urgente, che l’unica strada è quella dell’avvio di un piano di riequilibrio pluriennale (la cosiddetta fase di predissesto). Rappresenteremo tutto ciò alla Corte dei Conti affinché possa intervenire, come extrema ratio, ad una situazione non più sostenibile. Senza parlare della totale mancanza di pianificazione e progettazione, dall’ormai vecchio e mai aggiornato Piano Generale del Traffico Urbano alla “non” redazione del Piano Urbano della mobilità sostenibile, dalla mancata presentazione del PRG al bilancio previsionale 2018. Le responsabilità politiche ma anche giuridiche e patrimoniali del primo cittadino sono ormai divenute troppo pesanti”.

E concludono la richiesta di dimissioni del primo cittadino: “Non potendo presentare una mozione di sfiducia (la legge lo consente dopo i primi 24 mesi), non possiamo che richiedere a tutti i consiglieri comunali di sottoscrivere una richiesta formale di dimissioni del Sindaco che presenteremo in Consiglio Comunale”.


Di seguito le parole del sindaco di Palermo pronunciate il 30 aprile scorso in aula al Consiglio Comunale sul bilancio consolidato 2016 in cui aveva affermato che “si era di fronte ad una svolta”:

“La scelta del bilancio consolidato determina un punto di non ritorno rispetto ad alcuni elementi della vita della città. La prima scelta del consolidato determina il punto di non ritorno che mette in sicurezza il sistema delle partecipate, mette in sicurezza il sistema dei servizi pubblici locali, perché impedisce la possibilità, come in passato purtroppo è accaduto, che qualche perché azienda municipalizzata, possa fallire e fallendo possa sostanzialmente aprire la porta a speculazioni private. Noi siamo assolutamente contrari a qualunque forma di privatizzazione, con la conseguenza che abbiamo messo in sicurezza questo che non vogliamo che sia la posizione politica, vogliamo che sia un punto di non ritorno amministrativo. Seconda scelta, la scelta del bilancio consolidato non soltanto mette in sicurezza il sistema delle partecipate creando un unico gruppo che ha un unico sostanzialmente bilancio, ma mette in sicurezza rispetto ai disallineamenti. Questo bilancio consolidato sostanzialmente fa la fotografia dell’esistente e indica un percorso per il superamento dei disallineamente perché è chiaro che chi ha fatto il bilancio consolidato è quella stessa amministrazione che è pronta a presentare il bilancio di bilancio consuntivo ed è pronta a presentare il bilancio preventivo. Quindi è chiaro che non c’è dissociazione tra quello che qui si fa e quello che si farà dopo. Quindi se qualcuno dice ‘ma questi dati sono allarmanti’ lo dici a quella Amministrazione che quei dati ha inserito e che quindi ha già pensato a come ovviare ad eventuali problemi che ci sono in questo bilancio che si riferiscono al 2016. Disallineamenti per tutti: (…) oggi è 42 milioni, ma c’è una specifica voce per voce che sostanzialmente viene assorbita con l’approvazione del bilancio di previsione e la possibilità di spalmare negli anni le somme che sono frutto di un disallineamento del passato che non si verifica più nel futuro perché viene messa in sicurezza e consente il prossimo anno al consiglio comunale di approvare in condizioni di serietà, ma anche senza patema d’animo, Il nuovo contratto di servizio d’azienda, perché andare a rinnovare il contratto di servizio di aziende che non avevano i conti a posto, i rapporti con l’amministrazione comunale diventava un problema nel problema. Quindi abbiamo fatto una scelta lungimirante perché mira ad avere un quadro finanziario chiaro nel momento in cui si affronterà il tema dei contratti di servizio alle partecipate senza che possa uscire l’imprevisto di qualche voce di qualche disallineamento che si riferisce al passato. Si è fatto in questo caso quindi un’operazione di messa in sicurezza, si è dato vita a un gruppo di amministrazione pubblica di aree di consolidamento, sono fatte tutta una serie di operazioni che riguarda i rapporti con le partecipate, si è sostanzialmente lavorato per potere realizzare quello che costituisce l’elemento cardine di questo bilancio. (…) Quelli che sono sani sono i conti dell’azienda intesa come gruppo comune con le sue partecipate ed è questa la condizione che ho sottoposto all’esame del consiglio comunale con la ulteriore motivazione che approvare il bilancio consolidato consente anche di approvare come noi riteniamo sia necessario di approvare il bilancio di tanto in consuntivo quanto il bilancio di previsione 2018, e dare risposta alle tante legittime aspettative di questa città. Io mi auguro che non si voglia in qualche modo disattendere quello che è un percorso normale ordinario di approvazione di un bilancio consolidato che riguarda il passato sapendo l’amministrazione che ovviamente è la stessa che ha preparato il bilancio di previsione, ha pensato a fare in modo che non ci siano lacrime e sangue né che ci siano sofferenze, ma che ci sia un sano equilibrio tra la correttezza dei conti e i diritti ai servizi dei cittadini. Il prossimo anno sarà un anno veramente importante perché il prossimo anno bisognerà in qualche modo verificare lo stato di modifica dei contratti di servizio perché è chiaro che il sistema delle partecipate, un sistema vista l’importanza per i servizi che rende, ma probabilmente occorre mettere mano ad una revisione molto forte dei contratti di servizio nella salvaguardia ovviamente della gestione pubblica del servizio e dei livelli occupazionali, anzi, con la possibilità di procedere a nuove assunzioni”.

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