Verso Nikà, Pantelleria e le migrazioni nella sintesi dell’arte

Tre artiste di diverse nazionalità, Karin Eggers, Esther Flückiger e Susana Talayero, accomunate dall’Italia come terra di formazione e sviluppo, legate dall’amicizia e dalla voglia di collaborare, daranno vita al progetto di creazione artistica “Verso Nikà“.
Pantelleria è il luogo scelto per questo evento, che si svolgerà il il 18 e 19 agosto alle 21.30 presso la scogliera antistante l’ospedale di Pantelleria, non solo per la posizione geografica dell’isola, ma anche per il forte coinvolgimento di Karin Eggers con questo territorio.
L’evento propone uno sguardo multiplo, aperto a riflessioni anticonvenzionali, sul complesso
tema della migrazione. Pantelleria, infatti, si trova al centro del Mediterraneo, fra Europa e Africa, da millenni luogo d’incrocio di culture, di transito di commercio, punto d’incontro fra nazioni.
Ma Pantelleria è anche nota, come altre isole siciliane, in quanto simbolo dell’approdo di barconi carichi di anime in fuga dai loro inferni.
Nikà è una di queste baie che guarda l’Africa per tanti uno dei primi scogli a cui aggrapparsi con la speranza di sopravvivere.
Verso Nikà si anima su una barca – scultura arenatasi su uno scoglio all’entrata del porto di
Pantelleria, mantenuta in bilico da tre sculture sonore, i migranti, figure antropomorfe, di Karin
Eggers, ispirate al mitico uccello africano “Calao”.
In mezzo alle aspre rocce e sospesa sull’acqua, a prua della barca – altalena, Esther Flückiger
esegue le musiche acustiche da lei create per l’evento con molteplici strumenti, dal pianoforte
alle sculture sonore in dialogo con le sue composizioni elettroniche.
Susana Talayero propone un intervento con dipinti di scorci di vele, alcuni dei quali collegati ai testi di “L’ultimo tè a Marrakesh” di Toni Maraini, che ripercorre il tema della migrazione.
In contemporanea frammenti dello stesso testo vengono letti da Gianni Bernardo, mentre voci in lingue di tutto il mondo e suoni della vita quotidiana si diffondono da altoparlanti.
Le parole diventano musica con le sonorità della natura circostante una comunicazione immensa tra pensiero e libertà, un viaggio che riflette la situazione tragica della migrazione tra i due continenti e che toccherà l’anima di chi avrà la possibilità di assistervi.