Marchionne e Cucinelli: due modi di fare azienda

La stessa moderazione, il garbo che concerne l’utilizzo delle cose, deve riguardare anche il lavoro. Utilizzo, lavoro, studio, preghiera, sono aspetti intimamente connessi della nostra natura umana. Un lavoro giusto ha le stesse motivazioni ideali di un utilizzo giusto. Il lavoro, di qualsiasi tipo sia, non deve mai essere tale da divorare la vita delle persone, il loro riposo, il tempo per l’equilibrio tra l’anima e il corpo.

Per questo nell’azienda di Solomeo forse una sola cosa è davvero “vietata”: lavorare oltre l’orario. Non si deve rubare l’anima a chi lavora sottraendo il tempo a quanto serve per una vita sana. Chi lavora a Solomeo è invitato a non inviare e-mail né essere connesso dopo le ore lavorative. E anche durante il lavoro l’umanità dimostra che comunicare per telefono è più appagante e risolutivo rispetto a un rapporto con semplici e-mail.

Il grande sogno della mia vita è sempre stato quello di lavorare per la dignità morale ed economica dell’essere umano”.

Queste sono le parole di Brunello Cucinelli. Imprenditore di moda affermatosi nel settore del cashmere. Forse sono la risposta a chi si chiede se ancora un profitto senza morti e feriti sia possibile. Non stiamo parlando di una azienda che agisce solo in Italia.

Forse mi sbaglio, però ci sono due modi su cui non voglio sindacare di fare azienda. Uno è quello ritornato in auge in questi giorni. Ad un manager hanno chiesto una mission e l’ha portata a termine, Sergio Marchionne. Un uomo che però, stando a quanto si afferma, non aveva molto contatto vero con il sottobosco operativo dell’azienda. Gli operai. Però ha portato a termine un target che sembrava impossibile. E se non lo faceva lui lo avrebbe fatto un altro.

Peraltro le polemiche sulla sua immediata sostituzione sono a dir poco sterili, si fece la stessa cosa quando Giovannino Agnelli si ammalò, presidente Piaggio e Agnelli di sangue. Le borse non guardano al cuore e al dolore.

E poi c’è questo modo di vedere le cose. Che sembra funzionare con un silenzio e una discrezione che forse per fortuna continueranno. Il clamore spesso è nocivo agli esempi di sanità di gestione di un’azienda. Però ecco, forse è più oneroso, ma è anche un modo sostenibile di animo e di lavoro.

Ognuno ha detto la sua sulla morte del manager FCA, chi si intende di impresa e chi un’impresa la farebbe fallire appena si insedia sulla poltrona di pelle.

Io però, umile opinione personale, saprei con chi vorrei lavorare, se potessi. Ma in questa epoca di tuttologi, lo tengo per me.