La struttura del “Pallone” di viale del Fante potrebbe essere utilizzata come impianto di basket

La proposta di riqualificazione arriva dal consigliere Marcello Susinno di Sinistra Comune: “Può rappresentare un fiore all’occhiello aggregativo per il quartiere”

Nato per ospitare il centro stampa dei mondiali di calcio di Italia ’90 il “Pallone” di viale del Fante, nelle vicinanze dello stadio Renzo Barbera, ha cambiato numerose volte il suo utilizzo fino ad arrivare ai giorni nostri in cui la struttura è diventata un deposito.

La sua “destinazione naturale”, quando si decise che la struttura non andava smontata alla fine dei mondiali del ’90, era quella di una struttura per l’informazione, al servizio della Città. In coerenza, fu per anni sede dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e dell’Associazione siciliana della stampa. Poi però il Comune decise all’improvviso di sfrattare gli organismi dei giornalisti per far posto ad uffici.

A chiedersi dell’utilità odierna del “Pallone” è il consigliere comunale Marcello Susinno di Sinistra Comune che con una missiva all’Amministrazione ne ripercorre rapidamente la storia.

“Una struttura che per anni – dice Susinno – ha ospitato alcuni uffici comunali tra cui la toponomastica, il catasto e l’ufficio del censimento e che oggi viene utilizzata sostanzialmente come ‘deposito’. Per il resto solo annunci”.

Ecco la rabbia del consigliere comunale Marcello Susinno che però nelle righe successive della missiva fa una proposta. “Eppure potrebbe rappresentare – continua Susinno – uno spazio importante per potervi giocare a basket in quel contesto di strutture a vocazione sportiva che caratterizzano il viale del Fante. Un qualcosa in aggiunta all’unico impianto pubblico di basket disponibile in città, quello del PalaMangano, che certo non può soddisfare quell’utenza che spesso trova le porte sbarrate dei presidi per utilizzare gli impianti scolastici”.

“Una destinazione quella attuale che lascia non poco perplessi ed ecco perché è utile avere chiarimenti in ordine alla sua utilizzazione e alla sua possibile valorizzazione di uno spazio – conclude Susinno – che si presterebbe già di fatto a poter diventare, con pochi adeguamenti, un fiore all’occhiello aggregativo per il quartiere”.