La Udicon contro il glifosato invita all’utilizzo del grano duro siciliano

L’Unione per la difesa dei consumatori si impegnerà per un protocollo con i panificatori dell’Isola per garantire sicurezza e qualità in pane e pasta

La proposta è semplice, diretta e vuole puntare alla produzione di cibo qualità che non crei problemi di salute: no al glifosato, si al largo uso del grano duro siciliano. È l’Udicon – l’Unione per la difesa dei consumatori – ad auspicarlo nel corso della giornata dedicata alla sicurezza alimentare che si è tenuta in piazza Mondello.

La Udicon, infatti, si impegnerà per un protocollo con i panificatori dell’Isola affinché si impegnino ad utilizzare il grano duro siciliano garantendo la qualità e la sicurezza di prodotti fondamentali per la dieta mediterranea come pane e pasta.

Denis Nasci, presidente nazionale di Udicon, dice: “I pesticidi impiegati in campo agricolo, alcuni dei quali, dichiarati pericolosi per la salute dell’uomo, sono un problema con cui purtroppo il nostro Paese deve fare i conti. La contraffazione alimentare e l’utilizzo di sostanze nocive rendono pertanto il tema della sicurezza alimentare quanto mai attuale, in questa ottica sono fondamentali le iniziative che hanno come principale scopo quello di orientare i consumatori verso un acquisto consapevole”.

Gli fa eco, Piero Feroce, segretario regionale di Udicon: “La tracciabilità di una filiera garantisce la tutela del consumatore nel suo diritto alla trasparenza permettendo di tutelarsi contro i rischi di frode e sofisticazione, ma anche consentendo di proteggere il settore italiano dall’aggressività dei prodotti esteri a basso costo Il prossimo passo sarà quello di promuovere un progetto che parli ai bambini delle scuole e li educhi alla cultura del prodotto a km 0 e biologico. Chiederemo ai dirigenti scolastici di impegnarsi fortemente a far utilizzare nelle mense scolastiche prodotti biologici e provenienti da un’agricoltura sostenibile”.

La giornata era iniziata con la considerazione che la tutela della salute dei cittadini parte facendo una buona informazione e cercando di lasciare sulla tavola solo prodotti certificati e di sicura provenienza.

La biologa Irene Polizzotto spiega: “Il modo migliore per difendersi per il consumatore è seguire le etichette e non la pubblicizzazione del prodotto. La tracciabilità è la migliore sicurezza del prodotto finale. Un esempio in queste settimane è dato dalle vicende del tonno contaminato. Si tratta sempre di pesce di cui non è nota l’origine, la zona di pesca, il rispetto della catena di conservazione. Accertarsi di comprare solo ciò che è tracciabile mette al sicuro le nostre tavole e la nostra salute”.

Tematiche che non smettono di essere di attualità a distanza di qualche mese dalla recente decisione della Barilla di interrompere l’acquisto del grano duro prodotto in paesi come il Canada in cui, al contrario dell’Italia, è consentito subito prima della raccolta l’uso del glifosato.