Almaviva Palermo: sottoscritto il Patto per il lavoro, manca la firma della Slc Cgil. Tutti i dettagli

Si è svolto oggi al Dipartimento Lavoro dell’Assessorato Regionale della famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana l’incontro conclusivo del percorso iniziato il 26 Aprile finalizzato al ritiro della procedura di cessione di ramo di azienda e al mantenimento del perimetro occupazionale della sede di Almaviva a Palermo.
Il patto per il lavoro è costituito dalla sintesi di tutti gli elementi trattati nel corso di questi mesi.

Sul fronte dal consolidamento dei volumi e delle commesse, il tavolo ha valorizzato l’azione politica del governo regionale e del comune di Palermo nell’intervento di moral suasion attivato sui maggiori committenti presenti nel palermitano.

Per quanto riguarda la gestione degli esuberi, la Regione si è impegnata a finanziare e sostenere specifici percorsi formativi per la riqualificazione dei lavoratori. In particolare l’ipotesi di accordo prevede l’immediata attivazione del percorso formativo relativo ai lotti 3 e 4 della gara Consip, l’azienda si è impegnata ad attivare nell’immediato
un censimento delle competenze formative dei lavoratori. Le parti si sono impegnate ad attivare un tavolo tecnico specifico con l’Assessore alla formazione.

L’ipotesi di accordo prevede l’applicazione dell’assegno di solidarietà fino al 30 Novembre del 2018, data a partire dalla quale sarà possibile l’uscita volontaria degli ex Lsu con l’inserimento degli stessi nel bacino Asu. Successivamente saranno attivati esodi incentivati in proporzione alle quote di esubero residue.

Altra questione è quella relativa all’analisi e alla misurazione della produttività e della qualità: su questo punto l’accordo prevede l’applicazione di un sistema di misurazione e analisi dei dati di produzione e qualità, tutelando la dignità e la riservatezza dei lavoratori. I sindacati hanno ottenuto un parere di conformità da parte dell’Ispettorato Territoriale Del Lavoro. Tutto il processo sarà gestito da una funzione di staff specifica, con esclusione dei responsabili gerarchici diretti, sotto la supervisione diretta delle Rsu firmatarie dell’ipotesi. I dati monitorati non potranno essere usati in alcun modo a fini disciplinari.

Ancora, l’ipotesi recepisce l’impegno aziendale ad attivare a partire da settembre la “contrattazione di secondo livello” al fine di generare un incremento salariale che consenta ai lavoratori di godere dei benefici dell’incremento di produttività atteso. Inoltre, dal 1 Agosto verranno ripristinati per intero tutti gli istituti contrattuali attualmente
in deroga (scatti di anzianità, Tfr). Nel corso dell’incontro è pervenuta anche la convocazione presso il Mise per la risoluzione della vicenda Octo, comunque l’azienda si è impegnata a farsi carico a partire da lunedì della ricaduta economica del salario dei lavoratori.
“Le scriventi organizzazioni sindacali e le RSU – si legge nel comunicato di Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl – esprimono un sostanziale giudizio di condivisione per il risultato complessivo raggiunto che mette in sicurezza migliaia di posti di lavoro su un territorio arido di opportunità come quello palermitano in un settore attraversato da grandi contraddizioni legate al mancato funzionamento dei meccanismi di protezione inseguiti per anni e oggi emersi anche nella vertenza Almaviva Palermo: applicazione delle clausole sociali, verifica protocollo Calenda, tabelle di costo medio del lavoro. L’accordo palermitano rappresenta un punto di equilibrio sociale che va arricchito da una forte azione politica in grado di rimettere in moto un sistema di regole che metta in sicurezza i lavoratori ed impedisca che le crisi vengano scaricate su questi ultimi”. L’accordo, però, non è stato firmato dalla Slc Cgil: “Ci dispiace – commentano le altre sigle sindacali – che ancora una volta si sia persa l’occasione di ricompattare l’unita sindacale nel constatare il perdurare di una posizione politica non supportata da proposte contestualizzandoli alla trattativa che ha visto la garanzia istituzionale della Regione Sicilia e del Comune di Palermo alle quali va riconosciuto l’impegno nel supportare la vertenza. L’ipotesi sarà sottoposta al vaglio dei lavoratori attraverso un Referendum che verrà preceduto da un ciclo di assemblee delle quali a breve sarà comunicato calendario”.

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