Messina, otto arresti per mafia grazie alle rivelazioni di un pentito

Vasta operazione antimafia dei Carabinieri a Messina, con le indagini che hanno preso il via grazie alle rivelazioni di un pentito. Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, a carico di otto persone, che sono accusate a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, usura, estorsione, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale e intestazione fittizia di beni. Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso. L’ordinanza è stata eseguita con il supporto del 12° Nucleo elicotteri CC di Catania.

L’indagine nasce nel 2014 dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Messina, grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Daniele Santovito, che hanno consentito di scoprire il clan guidato dal boss Giacomo Spartà, che aveva l’egemonia sul racket dell’usura e sulle estorsioni sia ai commercianti che ai clienti di sale scommesse nella città dello Stretto. Durante l’attività investigativa i militari hanno scoperto anche altri due personaggi chiave all’interno del clan: si tratta di Raimondo Messina, che avrebbe retto l’organizzazione criminale durante la detenzione di Spartà, e Antonio Cambria Scimone.