Manifesta 12, presentata a Palermo “La Spirale della Vita”, omaggio alle vittime della mafia

L’opera dell’artista Gianfranco Meggiato, che rientra nel programma I-design, sarà a piazza Bologni fino al 9 settembre

Una spirale per ricordare tutte le vittime della mafia. Un omaggio “garbato” e silenzioso, dove i sentimenti umani si rincorrono, si contrastano e danno vita al proprio pensiero in libertà, al proprio essere, che si staglia verso l’alto.

È delle forti suggestioni che evoca l’ultima fatica dell’artista veneziano Gianfranco Meggiato che è stata presentata nel pomeriggio a Palazzo Riso Belmonte.

“La Spirale della Vita”, questo il nome dell’opera, inserita nel programma di I-design tra i collaterali di Manifesta 12 ed in Palermo Capitale Italiana della Cultura.

La Spirale della Vita a Piazza Bologni, PalermoL’installazione sarà fruibile da domani, 19 luglio, al prossimo 9 settembre, a piazza Bologni, a pochissimi passi da Palazzo Belmonte Riso – sede del polo museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo e del No Mafia Memorial, la nuova istituzione culturale nata in città per custodire la memoria dell’antimafia.
Non è una coincidenza che l’opera sia fruibile al pubblico dal 19 luglio: sarà giorno della ricorrenza del 26° anniversario della strage di via D’Amelio in cui perirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

“La Spirale della vita”, è stata realizzata utilizzando come materia prima 2.000 sacchi di juta878 di questi riportano i nomi delle vittime delle stragi di mafia.
La spirale ha un diametro di 10 metri e rappresenta la prima installazione temporanea di grandi dimensioni realizzata a Palermo in memoria delle vittime di cosa nostra. Al centro di essa, la scultura alta quattro metri che come spiega l’artista Gianfranco Meggiato rappresenta e si intitola “Il mio pensiero libero”.

Tra i patrocinatori dell’evento oltre al Comune e al museo Riso ci sono il No Mafia Memorial presieduto da Umberto Santino, il centro Paolo Borsellino presieduto da Rita Borsellino, il Marca (Museo delle Arti di Catanzaro) e la fondazione Rocco Guglielmo.

Su progetto di Dario Scarpati, esperto di accessibilità museale, l’opera è concepita per consentire l’ingresso alle persone con disabilità motoria e agli ipovedenti in autonomia grazie anche alla presenza di guide in braille, sia in italiano che in inglese coniugando gli aspetti legati all’arte e all’accessibilità. L’installazione sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori,con interventi istituzionali e saggi della curatrice Daniela Brignone e del critico Luca Nannipieri.

“Solo il libero pensiero, l’acquisizione di consapevolezza e non le armi – sottolinea l’artista Gianfranco Meggiato – possono salvare l’uomo da se stesso. L’uomo non ha bisogno di sovrastrutture ma, direttamente, con l’umiltà dell’apprendista, dovrà percorrere il proprio individuale labirinto per arrivare alla conoscenza. Un progetto dal valore fortemente simbolico che parte dalla forma della spirale come rappresentazione del flusso vitale: quel percorso tortuoso che ognuno intraprende alla nascita, a volte tormentato da prove e fatiche, che conduce alla contemplazione e alla consapevolezza della verità e della giustizia. Ho voluto omaggiare in modo diretto e garbato lontano dai clamori e senza voler scuotere la sensibilità di nessuno chi ha dato tutto perché le cose possano migliorare. Valori rappresentati dalla scultura – alta 4 metri – posta come punto di arrivo al centro dell’opera. Un’esperienza immersiva e multisensoriale che risulterà ancora più intensa per il visitatore che sarà investito dall’odore sprigionato dai sacchi di juta”.

Daniela Brignone, la curatrice, ha sottolineato:

“L’opera di Meggiato simboleggia la rinascita di un pensiero e di una coscienza che risveglia valori sopiti. Partendo dalla storia egli riscrive idealmente il futuro di un territorio, ridando un senso alla lotta per la libertà individuale. Meggiato traccia un percorso iniziatico, sospeso spazialmente e temporalmente, per ridestare gli animi dall’indifferenza al fine di intravedere la luce. La Spirale della vita coniuga così il valore dell’arte e della cultura a quelli dell’umanità”.

La Spirale della Vita a Piazza Bologni, Palermo

Il critico d’arte Luca Nannipieri ha commentato così: “L’arte moltiplica la vita, anche quando affronta la materia più brutale dell’Italia democratica: i morti ammazzati per mafia. L’opera forse più civile dell’autore che dimostra come l’arte non è lontana dalle tragedie della storia. Se l’arte fosse soltanto estetica, sarebbe perdutamente ornamento, decorazione, cioè cosa superflua. Meggiato dimostra che l’arte è anche interrogazione viva sulle problematiche più brucianti e drammatiche del presente”.

Intervenuta alla presentazione anche la direttrice del polo museale, d’Arte Moderna e Contemporanea, Valeria Patrizia Li Vigni.

“Il concetto di arte pubblica, condivisa e sociale, il lavorare in rete e fare sistema sono i principi perseguiti dal Riso – ha detto – e presenti nel progetto che vede la realizzazione dell’opera di Gianfranco Meggiato, artista di fama internazionale, a piazza Bologni. Spazio esterno condiviso con No Mafia Memorial e da I-design che dà luogo a un’opera concepita come percorso labirintico accessibile a tutti, simbolo del cammino impervio della vita. Si tratta del secondo evento del Riso inserito nei programmi di Manifesta 12 per la sezione Educational, dopo la mostra “Breaking Myth” realizzata con lo SCAD University di Atlanta al Museo d’Aumale di Terrasini, altra sede del Polo Museale”.

Presente anche il direttore di Manifesta 12Roberto Albergoni: “Manifesta ha voluto aprirsi alla città. L’inaugurazione è stata una grande festa in piazza Magione e sono stati recuperati luoghi di Palermo per provare a innescare legami e scommesse nuove. I Collaterali come questo hanno per noi una grande importanza nel portare avanti questo dialogo tra arte contemporanea e comunità”.

Umberto Santino ha aggiunto: “Importante che Manifesta affronti questo tema e lo faccia non in modo retorico. L’opera di Meggiato dà memoria della lotta alla mafia riportando i nomi di chi è stato ucciso da Cosa Nostra”.

Santino, infine, ha ricordato anche la proiezione, domani 19 luglio, dell’intervista rilasciata in esclusiva al No Mafia Memorial da Fiammetta Borsellino, la figlia del giudice Paolo Borsellino, ucciso 26 anni fa.

La Spirale della Vita a Piazza Bologni, Palermo

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