Poste, continuano le proteste dei lavoratori siciliani. Di Maio annuncia convocazione

Non si ferma la battaglia dei lavoratori siciliani part time e precari di Poste italiane. Sono state settimane di dure proteste. Centinaia le cancellazioni pervenute ai sindacati di categoria, per aver sottoscritto un accordo ritenuto troppo penalizzante per i lavoratori dell’Isola, i quali hanno anche deciso di astenersi dall’erogazione delle prestazioni straordinarie, mettendo così in serie difficoltà organizzative numerosi uffici della Sicilia, costretti ad aprire con pochissimi dipendenti. La loro richiesta di aiuto però è arrivata a Roma. Dalla segreteria del Ministro del Lavoro hanno infatti comunicato ufficialmente che il ministro e vicepremier Luigi Di Maio, venuto a conoscenza della vicenda, ha manifestato la volontà di convocare in tempi brevi una rappresentanza del comitato ‘#FullTimeSubito per i lavoratori postali siciliani’ e di procedere poi alla convocazione di un tavolo tecnico con azienda e sindacati per affrontare la questione. Qualcosa sembra muoversi anche a Palermo, da fonti interne a Palazzo d’Orleans si apprende che anche il Presidente Musumeci avrebbe manifestato attenzione per la vicenda e che potrebbe a breve convocare un vertice regionale. È qunato si legge in una nota diffusa dal comitato #FullTimeSubito.

“Abbiamo costituito questo comitato – fanno sapere – perchè animati da grande speranza e da tanta voglia di riscatto, con l’obiettivo di portare avanti una battaglia di giustizia contro un accordo scellerato approvato da azienda e sindacati nazionali di categoria. La comunicazione ufficiale che ci è giunta dal Ministero ci fa ben sperare e ci fa capire che avevamo ragione. Ed anche a Palermo registriamo l’interesse e la disponibilità da parte delle istituzioni. Tutto questo a testimonianza della bontà della nostra battaglia di dignità“. Poi l’annuncio: “Nell’attesa di una convocazione ufficiale – si legge nella nota – le nostre proteste però non si fermeranno. È l’unico modo per dimostrare che l’accordo sulle politiche attive siglato il 13 giugno va rivisto perché troppo penalizzante per la Sicilia. A giorni lanceremo anche una raccolta firme – concludono dal comitato – con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica perché la nostra diventi la battaglia di tutti i Siciliani, colleghi e clienti”.

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