Mondiali 2018, ecco perché ha vinto la Francia

Multiculturalità e investimenti capillari nello sport sono la chiave del successo calcistico in Francia

Una vittoria “multietnica”, europea, tattica e di qualità. Sicuramente. Ma la vittoria della Francia ai mondiali ha anche altre motivazioni. A partire dalla programmazione e gli investimenti nello sport. Tutto quello, insomma, che non c’è in Italia.

Da decenni in Francia si investe nello sport e nei giovani. Investimenti realizzati capillarmente e in qualche modo coordinati con altre istituzioni pubbliche. Laddove le infrastrutture sono di grande qualità e sostenute da budget pubblici locali e nazionali, i medi, piccoli e piccolissimi club di calcio sono sostenuti nello sviluppo delle risorse umane, oltre che nelle stesse infrastrutture.

La Francia è fondamentalmente in grado di creare vivai su tutto il territorio nazionale. È in grado di sviluppare e valorizzare giovani calciatori, educatori, allenatori, dirigenti. Ed è in grado di farlo anche in ambienti complicati come le periferie, dove il calcio è spesso un modo per integrare e sviluppare coscienza civile, senso d’appartenenza, tolleranza, dialogo. Certo, con tutti i problemi di un mondo che sembra andare alla deriva, ma sicuramente con modelli e pratiche che sono avanti anni luce rispetto all’Italietta di oggi.

E qui entra in gioco la multietnicità e la multiculturalità. Non a caso, la nazionale francese è una nazionale che si giova della presenza di grandi calciatori d’origine africana. In Italia, un fuoriclasse come Balotelli, invece, è stato tenuto fuori dal giro della nazionale per ragioni che è meglio definire incomprensibili. [Leggi tutto]