Ecco perché i lupi sanno fare pace e i cani domestici no

E pensare che da piccoli li immaginavamo cattivi e rancorosi.
Stando ad una recente scoperta scientifica, i lupi hanno una capacità che noi umani abbiamo seppellito in cantina, accanto alla lampada di zia Genoveffa che proprio non sopportiamo. La capacità di far pace.
Il fenomeno è stato studiato su un branco messo sotto pressione da avvenimenti non ordinari. I lupi tendevano ad avere più contrasti, erano più fumantini rispetto alle normali reazioni. Ma altrettanto rapidamente facevano pace.
Voi direte, sticazzi? Giusto, sacrosanto. Ma c’è un ma.

Lo stesso esperimento è stato condotto sui cani, ovvero il cugino di primo grado del lupo. In special modo su cani domestici, da sempre in casa e vicini all’uomo. Bene, nelle stesse condizioni, lo scodinzolone nostro se l’è legata al dito. Se scoppiava la gazzarra, non ricuciva i rapporti, anzi, andava al contrasto fino in fondo, rivangando pure quella volta che aveva offerto un pranzo a base di ossa e nessuno l’aveva ringraziato, ricordando come l’ultima volta lui era stato gentile e l’altro l’aveva trattato come un cane (mi fermo, ok…).

Ricapitolando, il lupo tanto in fretta si incazza, tanto risolve e questo ha un perché. Non può fare a lungo il permalosone perchè non glielo consente la sua vita. Proprio così. Le condizioni ambientali, le difficoltà, le necessità primarie di cibo e sopravvivenza, doversi scaldare, non gli possono fare tenere il muso più di quello che ha già. Deve coordinarsi con il branco e ha priorità più urgenti. Insomma, non ha tempo di litigare per le minchiate, così come non ce lo hanno i cani randagi (questo lo dico per i buontemponi che non vedono l’ora di cogliere discriminazioni e messaggi settari in un post normale). Il cane domestico sì.

La capacità del cane di fare il Mario Merola del litigio, invece, sarebbe dovuto al fatto opposto, non ha impellenze, se litiga col cane del vicino, Fuffi non ha problemi di cibo, né di sopravvivenza, rientra a casa e amen. L’indomani può riprendere le sue passeggiatine ricominciando ad abbaiarsi minacce con quelli che non sopporta.
Ma la povera bestiola domestica, c’entra poco, perché non fa che adattarsi all’ambiente. La scienza spiega anche questo. Il loro è un comportamento emulativo. Cioè seguono le inclinazioni della specie che li comanda, l’uomo. Per cui tendono ad avere la stessa capacità di mediazione e di gestire conflitti, cioè zero. Cioè quante ne ho io di giocare contro Federer con la dissenteria e sperare di fare un punto. Imitano il capo.

I lupi anche, imitano il capo. Solo che se lo sono scelti più intelligente. Eleggono il leader sulla base di requisiti semplici, tiene uniti, non ghettizza, non emargina, fa squadra, cerca cibo e non si mette a grattarsi le sue belle pallette pelose, ma lavora con gli altri e soprattutto non litiga facilmente, è inutile e superfluo all’economia del branco.

Ora io non so quanto sia il caso di dare valore a quello che dicono gli scienziati, però forse i lupi ci stanno dando le piste. Sarebbe il caso di iscriverci ad un corso di ululato. Oppure farsi due conti e vedere se abbiamo davvero motivi validi per odiare o detestare qualcuno tanto da non parlargli, poi magari chiamarlo e chiarire, non dico chiedere scusa che pare come parlare marziano, ma almeno riappacificarsi e non lasciare più tramontare il sole sui rancori.
Difficile eh? Ma sì, avete ragione, abbaiamoci contro, che tanto abbiamo sempre ragione noi. E poi vuoi mettere che noia i social a dirimere subito il conflitto? Uuuuhhhhh…

I lupi sanno far pace e i cani domestici no

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