Nessuno resta indietro: i piccoli gesti che aiutano chi ne ha bisogno

Se si tornasse alle origini, scopriremmo che tanti pregiudizi e sovrastrutture di chiacchiere non servirebbero a nulla. Servirebbe fare. La meravigliosa cultura del gesto. Che però prescinda da qualsiasi distinzione. Non importa verso chi, importa se è rimasto indietro.
Non guardare sesso razza o religione, ma semplicemente agire verso chi non ha una condizione uguale alla nostra, che sia vicino di casa o lontano anni luce ma raggiungibile.

E quello che si chiede non è nulla di eclatante, solo fare. Agire continuando a compiere quello per cui siamo portati, dal panettiere che lascia il pane per i poveri invece di buttarlo a fine giornata, al caffè sospeso per i meno abbienti, dalle visite agli ospedali al portare libri o coperte per rifugiati. Piccole cose per piccoli territori. E lo sa bene Joshua Coombes.

Il ragazzo vive a Londra, fa il barbiere e quello sa fare meglio di tutto il resto. Allora dopo aver fatto un viaggio a New York, ha deciso. Ogni tanto, quando il lavoro glielo consente si arma di forbici e pettine e gira per la sua città, tagliando i capelli ai senzatetto gratis. La meraviglia sta non tanto o non solo nel gesto concreto, ma nelle sue appendici e corollari. Mentre Joshua taglia i capelli infatti, chiacchiera con il “cliente, racconta di sé e fa raccontare a loro. Esistenze cartonate, a proteggersi dal freddo a sperare che il pranzo con la cena siano un’ottima coniugazione. Sul suo profilo Instagram, poi, pubblica il prima e il dopo del taglio, con le reazioni degli homeless che sono tra il felice e il commosso. “La vostra voce, le mani, un sorriso: pochi semplici gesti per restituire fiducia nell’umanità a chi l’ha persa, a chi si sente relegato ai margini della società”. Così dice Joshua che ha lanciato anche un hashtag, dedicato a tutti quelli che vogliono davvero aiutare il prossimo solo con quello che sanno fare. #DoSomethingForNothing.

Il messaggio? Che la bontà non ha meno presa della cattiveria, sono entrambe trasversali e prescindono da dove vieni e che cosa sei. Se hai bisogno, hai bisogno e basta, senza ma o se. E nessuno deve restare indietro. Nessuno resta indietro. Sarebbe bello che un giorno, ci fosse un grande unico modo per dire che dobbiamo prenderci cura. Un grande mantra per tutti, tatuato a pelle.

Nessuno resta indietro. Chissà, magari qualcuno un giorno ci penserà a qualcosa del genere e la chiamerà così. Dove in quel nessuno ci siamo proprio tutti. Tutti quelli che tendono la mano. Speriamo.

Joshua Coombes