Terremoto nelle Madonie: tutto previsto già 40 anni fa. Ecco le carte che ne spiegano i motivi

Il terremoto di oggi avvertito nel territorio delle Madonie potrebbe essere un riflesso di un movimento tellurico che ha una matrice lontana e che avrebbe poco di sorprendente per chi conosce bene la conformazione di questi luoghi e degli uomini che ne hanno studiato la sua storia. È di quasi 40 anni fa lo studio del professore Giuseppe Torre, geologo dell’Università di Palermo che, prendendo spunto da precedenti intuizioni scientifiche ma soprattutto da una tesi del professore Ruggieri, asseriva l’esistenza di una faglia terrestre trascorrente che, nei suoi movimenti di riflesso, interessava l’area tra Polizzi e Gangi.

Oggi il figlio, Alessandro Torre, anch’egli geologo e direttore del museo Collisani di Petralia Soprana, rispolvera quelle carte cercando di dare una spiegazione al terremoto che ha creato momenti di paura ma per fortuna nessun danno a persone e cose, come ha confermato il Commissario dell’Ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone. “Ho sentito alcuni dei sindaci del comprensorio – dice Caltagirone – in testa Pino Lo Verde, primo cittadino di Polizzi. Fortunatamente nessun problema, ma per ogni emergenza era già stata allertata la protezione civile”.

Si diceva della teoria Ruggieri – Torre, secondo cui una grande faglia attraversa la Sicilia dall’Etna alla zona di Trapani, passando anche per le Madonie. Questo giustificherebbe i non rari movimenti tellurici della zona montana. “Il nostro territorio è zona sismica”, spiega Alessandro Torre. “Tra il 1600 e il 1800 ci sono stati terremoti di grande intensità che si ripetono con una certa frequenza. L’ultimo che si ricorda è quello di 20 anni fa a Pollina, non catastrofico ma sempre di una certa entità. Per questi aspetti nelle Madonie siamo abituati ai tremori della terra e sappiamo che la natura è imprevedibile. L’unica maniera per prevenire grossi danni è potenziare la prevenzione e la reazione al sisma. Bisogna edificare secondo le leggi e sapere cosa fare quando c’è un terremoto. Noi non siamo il Giappone, ma viviamo pur sempre in zone a rischio sismico. Ecco perché bisogna stare molto attenti e non sottovalutare gli avvertimenti che ci manda la natura”.

Terremoto Madonie

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