La Gumina come Toni e Dybala: arrivano le critiche per l’addio

E Nino se ne va. Come Toni e Amauri, Dybala e Cavani prima di lui, lasciandosi alle spalle i piccoli coretti di dissenso di chi ha una strana concezione del calcio, di chi tollera e sotto sotto persino giustifica chi mercenario lo è per statuto e invece si azzarda a criticare un ragazzo ventenne che prova a costruirsi carriera e avvenire lontano da questo clima che, calcisticamente parlando, puzza di marcio.

La Gumina ha fatto una scelta intelligente, ha preferito un ambiente come Empoli ideale per i giovani, ha optato per una squadra nella quale ha qualche chance in più di giocare rispetto alla Samp, l’altra pretendente, dove la concorrenza sarebbe stata più serrata. Meglio l’Empoli che, peraltro, ha una vocazione a giocare a calcio, l’unica squadra dello scorso campionato ad eseguire uno spartito lasciando poco spazio alle improvvisazioni.

Nino ha fatto bene a lasciarsi Palermo dietro alle spalle, perché chi aspira a migliorarsi non può più vivere in questo contesto, ben lontano da quello in cui sono cresciuti Barzagli e Grosso, Cassani e Balzaretti, Barone e Brienza, Toni e Zaccardo, per citare quelli che con la maglia rosa hanno conquistato la Nazionale. I rimpianti li lasci a noi, perché se non si fosse capito questo è un ragazzo che ha un futuro davanti a sé. Se riuscirà a mantenere equilibrio e questa struttura fisica (sbagliato sarebbe lavorare per aumentargli la massa muscolare, tanto per dirne una…), continuerà a segnare gol, indipendentemente dalla categoria.

Nino adesso deve lasciar perdere i social, evitando di guardare post e commenti per non fare bile. E se proprio non riescirà a staccare gli occhi dallo smartphone, se ne faccia una ragione. Questo è il luogo in cui per anni hanno fischiato Toni che ci ha regalato 50 gol in 2 campionati, la promozione in A e la storica qualificazione in Europa. La colpa? Avere accettato – e non chiesto – di andare a Firenze a guadagnare quella cifra che poi Zamparini concesse, per esempio, a Miccoli, portando denaro fresco in via del Fante. La stessa cosa che il giovane bomber dal ciuffo mesciato porterà in dote a chi per mezza stagione gli ha precluso il posto in squadra imponendo al suo posto il teatrale Nestorovski. E non stiamo parlando di Tedino, of course.

Pensi La Gumina alle sue fortune, calcistiche e umane. Empoli è un luogo perfetto per un giovane che fa il suo mestiere e non sarà mai una retrocessione a far saltare il banco perché da quelle parti è di moda una parola che si chiama programmazione. E magari torni a Palermo per le vacanze, che a giugno Mondello ha ancora un suo perché.

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