“Caro amico, ti dico dove sono i cassonetti”

Rifiuti in via Pacini

Una foto che sembra un trattato di sociologia sui comportamenti dei palermitani. Il tema è quello dei rifiuti e ci indica chiaramente tutte le varie sfumature della maleducazione e contemporaneamente della speranza di una nuova maniera di concepire la civile convivenza.

Sacchetti di immondizia buttati laddove non ci sono più cassonetti. Nella fattispecie siamo in via Pacini, a pochi passi da corso Finocchiaro Aprile. La prova più evidente dell’inciviltà di chi ritiene che il proprio interesse – quello di non sforzarsi di rispettare le regole, cercare un cassonetto e liberarsi dei rifiuti negli orari previsti – sia sempre e comunque superiore all’interesse collettivo. Scene che provocano sconforto e rappresentano l’anticamera della rassegnazione. Di fronte alla sistematica violazione delle regole non può esserci Rap che tenga, specie se il Comune preferisce glissare sul fronte della repressione. Mai a memoria d’uomo una multa per questa violazione, meglio fare cassa con i divieti di sosta che sempre una violazione rappresenta ma, se si vuole, marginale rispetto all’igiene pubblica.

E poi c’è la speranza, un cartello anonimo, scritto in un buon italiano, senza insulti o contumelie (che pure sarebbero meritati) e senza neanche l’aria del rimprovero che spesso inasprisce chi di base è incline alla strafottenza. Una semplice indicazione su dove gettare i rifiuti a pochi passi da via Pacini. “Attraversi il corso Olivuzza”, un consiglio che tradisce l’età del suggeritore che ancora ricorda l’antica denominazione dell’attuale corso Finocchiaro Aprile. E un ringraziamento finale, che forse è anche questo un timbro di quella civiltà che andiamo perdendo giorno dopo giorno e che sopravvive nei nostri padri, ma che dalle nostre parti equivale anche ad una elegante lavata di faccia. Ma noi per carità di patria non lo sottolineiamo.

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