Le passioni vanno sviluppate, non sono prestabilite dalla nascita

Le passioni, ovvero tutte quelle cose che piacciono ad ognuno di noi, non sono prestabilite dalla nascita ma vanno sviluppate. E la convinzione che questi interessi siano già “preimpostati” limiterebbe una persona nell’approcciarsi a nuovi campi di studio rinunciando in partenza a nuove sfide. È quanto emergerebbe da una ricerca condotta dalla Stanford University e pubblicata sulla rivista Psychological Science.

L’esperimento è stato diviso in due fasi e ha coinvolto 470 partecipanti. Nella prima fase i ricercatori hanno raggruppato gli studenti in due gruppi: uno con appassionati di tecnologia e il secondo con ragazzi predisposti alle discipline umanistiche. Sono stati dati loro degli articoli da leggere con diversi temi, così facendo si è scoperto che i ragazzi che avevano una mentalità fissa su un argomento erano meno propensi a leggere qualcosa che non parlasse della loro materia preferita.

Nella seconda fase del test ai ragazzi è stato mostrato un video sui buchi neri e l’origine dell’universo. La maggior parte dei ragazzi era affascinata dal filmato, però quello stesso entusiasmo è diminuito non appena hanno avuto davanti un testo da leggere riguardante lo stesso argomento del video.

Gregory Walton, uno dei ricercatori, ha evidenziato che essere troppo focalizzati su un’area di studio potrebbe impedire di sviluppare interessi e competenze nel compiere un lavoro mentale di collegamenti e connessioni con altre materie.