Il Festino cerca “volontari”: ma perché le virgolette?

C’è in voga da qualche anno il vizio di considerare alcuni tipi di lavoro non meritevoli di retribuzione. È quello che accade in Italia – e non solo – quando si tratta di grandi eventi spesso peraltro sostenuti da denaro pubblico. Basta usare la parola volontario è ogni ipotesi di retribuzione va a farsi benedire, ovviamente con la complicità di chi accetta ciò che possiamo definire senza timore di smentita sfruttamento di forza lavoro.

È il caso di hostess e di accompagnatori, di guide o addirittura di personale di sala (camerieri, per intenderci) che in occasioni di kermesse, convegni e ogni altro genere vario di eventi, costituiscono un vero e proprio esercito di preziosi collaboratori che non costano nulla. E allora perché questi giovani accettano? Perché si fa credere loro che tutto ciò consente di irrobustire il curriculum. In Sicilia ormai non c’è manifestazione che non tenti di fare ricorso alla voce volontario, alla faccia dell’etica e del rispetto.

La prima considerazione: sarebbe giusto stabilire che laddove il denaro pubblico è fonte primaria o prevalente del bilancio di una manifestazione, sia tassativamente vietato l’uso dei volontari. Prendi i soldi dei contribuenti? E allora crea occupazione, fosse anche per pochi giorni e con semplici rimborsi spese. Anche perché spesso, dal punto di vista quantitativo, i volontari costituiscono una percentuale non marginale dell’intera forza lavoro impiegata negli eventi.

L’ultimo caso è quello del prossimo Festino. In un comunicato stampa si evidenzia che l’organizzazione è alla ricerca di 50 volontari, preferibilmente con un passato nel mondo artistico e circense, che saranno selezionati per la parte scenica affidata agli straordinari artisti della Fura dels Baus. E la parola volontario è messa tra virgolette, come per volerle togliere il significato originario. La domanda è: perché quelle virgolette? Si tratta di comparse che non beccheranno un euro – e quindi siamo alle solite – oppure di figuranti che qualcosa porteranno a casa? E già che ci siamo, essendo oneroso l’intervento del Comune di Palermo nell’ambito di Manifesta, sarebbe possibile sapere quanti volontari sono impegnati dall’organizzazione e per quanto tempo?