Contrada dopo la perquisizione: “Ho diritto a un po’ di serenità”

”Dopo decenni di sofferenze fisiche e morali inenarrabili, dopo anni di privazione della libertà, tra cui molti trascorsi in carceri militari, dopo infiniti processi e procedure giudiziarie, avrei il diritto, giunto all’età di 87 anni, e giunto alle soglie dell’ultimo viaggio ad un po’ di serenità perché, come dice il poeta latino ‘Turpe senex miles’. Ciò anche in considerazione che con sentenze definitive e inappellabili della Giustizia Europea e della Suprema Corte di Cassazione sono stato sollevato dal peso insopportabile e ingiusto di una condanna irrogatami dall’autorità giudiziaria palermitana che ha devastato la mia vita e quella della mia famiglia”. Lo dice il dirigente della polizia di Stato ed ex numero 2 del Sisde Bruno Contrada cui ieri è stata perquisita l’abitazione, nell’ambito dell’inchiesta sull’uccisione del poliziotto Nino Agostino a Villagrazia di Carini il 5 agosto 1989 insieme alla moglie Ida Castelluccio.