Pizzo, in un processo a Palermo solo una vittima su 23 si costituisce parte civile

All’udienza preliminare a boss ed estortori della cosca mafiosa di Brancaccio, in corso davanti al gup di Palermo Guglielmo Nicastro, solo una vittima su 23 si è costituita parte civile. Gli avvocati Ugo Forello e Valerio D’Antoni, difensori dell’unico commerciante che ha scelto di partecipare al processo, parlano di “ritorno all’anno zero nella reazione della società al racket”.

Le azioni delle associazioni antiracket – dicono i due avvocati all’Ansa – hanno dimostrato che ci si può opporre”.

Il processo parte da un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza nel quartiere Brancaccio di Palermo, che portò all’arresto del capomafia Piero Tagliavia e a 33 persone del clan. Durante le attività investigative erano state ricostruite decine di estorsioni perpetrate sia a imprese edili che erano impegnate in grandi lavori di ristrutturazione, sia a piccole attività commerciali. Ma tra tutte le vittime del racket, solo uno sta partecipando al processo.