Il Palermo che fine farà?

La storia della sentenza per lo scandalo di Frosinone è stato il più straordinario diversivo che ci ha distratti, purtroppo, solo per mezza giornata. La serie A non l’avremo mai per via giudiziaria. Questa è una certezza. E ancora: sbaglia la giustizia sportiva a sottovalutare l’effetto disastroso che produrrà una sentenza troppo blanda per un reato gravissimo quale è il comportamento antisportivo. Il Frosinone andava retrocesso e i giocatori della panchina, colpevoli del lancio di palloni in campo, fermati per un paio d’anni.

Ma detto ciò, immergiamoci di nuovo nella triste realtà dei nostri giorni, che non è una promozione mancata (per colpa propria, principalmente) ma la concreta possibilità di tornare indietro di un ventennio, a mangiare pane e cipolle.
Il Palermo, così com’è, è attraente sul mercato quanto una vedova 80enne nel giorno dei Morti. E peraltro, chi vorrà fare affari con Zamparini visto ciò che esce fuori a spizzichi e bocconi dalle carte delle inchieste? Non intendiamo parlare di responsabilità penali, individuarle non è il nostro mestiere, ma l’ottimismo di Giammarva dopo il successo nella causa fallimentare, si sta rivelando del tutto fuori luogo. Le contestazioni mosse al Palermo, tutte di matrice finanziaria, sono serie e ben documentate nell’articolo firmato da Riccardo Arena sul Giornale di Sicilia. Il commissario liquidatore delle speranze sportive, che ha le sembianze di Rino Foschi, ha due settimane di tempo per fare cassa. Chiunque avrà uno straccio di richiesta sarà venduto. Salutate La Gumina e Coronado, Rispoli, Struna e compagnia cantando. Ma del resto – e non per essere pessimisti – il problema oggi non è come faremo il prossimo campionato, ma se lo faremo.

E non si illudano i nemici di Zamparini, il sor Maurizio non regalerà il Palermo piuttosto se lo porterà nella tomba, calcisticamente parlando.