Musica, Alessio Alessandra presenta ‘Animale sociale’ alla Feltrinelli

Domani, giovedì 28 giugno, il cantautore Alessio Alessandra presenterà il nuovo disco “Animale sociale” (Rinoscky Records), a La Feltrinelli di Palermo (via Cavour, 133 – ore 18.00), un progetto discografico che pone al centro la formula del teatro-canzone: “Le mie canzoni – spiega Alessio – hanno la comune caratteristica di guardare dentro le persone, descrivendone i tratti umani più nascosti, le debolezze, la capacità di essere corrotti, l’inadeguatezza agli schemi e alle aspettative umane, la tendenza a sfuggire all’interiorità per rifugiarsi nella facile gratificazione della materialità. Tutto ciò ci rende degli animali sociali”.

Composto da 13 brani, l’album parte con un “cappello” introduttivo, scritto da Alessio Alessandra ed affidato alla voce di Edoardo Siravo, che dà la linea della poetica di tutto il lavoro che spazia dalla ricerca della felicità (“L’albero non c’è”), al gioco dissacrante con cui il cantautore descrive la dimensione terrena e le sue meschine materialità (“Signor Caronte”). Nel quarto brano arriva la dichiarazione d’amore per la vita e per la musica in “Vivo di la (là)” (con la voce di Valeria Graziani) a cui segue un altro tema caro ad Alessio, la riflessione sull’incapacità di comunicare tra gli uomini, sull’imperversante egoismo che non tollera il confronto in “Stammi a sentire”. Il cuore dell’album è rappresentato da “Il mio amico pazzo” in cui viene descritta l’inettitudine dell’uomo, il segnale più evidente dell’”animale sociale”.  Si arriva al ritmo incalzante e al testo sarcastico de “La marcia della mela marcia” e all’ironia de “Il pavone” in cui l’autore si prende gioco dei gradassi, dei materialisti, degli spocchiosi, dei megalomani, dei ciarlatani. “Io sono il giusto… giustizia, amicizia, modestia a parte” è una fotografia all’uomo che ama dichiararsi ciò che non è, mentre “Ben 10 euro” è un’invettiva politica ricca di ironia e calata in un sound diviso bruscamente tra un rock un po’ elettronico e il mondo classico. Il disco si avvia alla conclusione con “La canzone senza senso”, “Tino Vitalino”, che racconta il successo transitorio e la gloria effimera dell’uomo, e “La giustizia dei re”, una malinconica ballata con cui l’autore si congeda osservando triste quella grande fetta di società inconsapevole dei propri immeritati privilegi.

L’idea di dare al progetto il nome “Animale sociale”, in cui Alessio è affiancato da Giuseppe Rizzo (chitarra), produttore artistico dell’album insieme a Rino Marchese (basso elettrico), Vincenzo Alonzo al pianoforte, Maurizio Gula alla batteria, Ciro Pusateri al sassofono è figlia dell’estro di Ettore Ventura, curatore della grafica e della comunicazione sui social. La foto di copertina del cd è opera del fotografo Charley Fazio.