Regionali, l’assessore Grasso convoca i sindacati per discutere della mobilità interdipartimentale

L’assessore per la Funzione pubblica, Bernadette Grasso, ha convocato  i sindacati per il 3 luglio alle 11.30 per discutere della delibera di giunta sulla mobilità interdipartimentale dei regionali. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl avevano chiesto alla Regione un incontro urgente dopo il provvedimento che riguarda 150 regionali da mettere a guardia delle dighe.

“Qualsiasi provvedimento incida sulla vita dei dipendenti della Regione siciliana deve essere discusso preliminarmente con le organizzazioni sindacali. Pur riconoscendo le esigenze di organico dell’amministrazione, i lavoratori non possono essere presi e spostati, magari anche cambiandogli mansioni, senza un confronto con chi li rappresenta”. A dirlo sono Gaetano Agliozzo e Clara Crocè della Fp Cgil, Paolo Montera e Fabrizio Lercara della Cisl Fp, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fpl, in riferimento al provvedimento di mobilità interdipartimentale che riguarda 150 dipendenti regionali che potrebbero essere spostati al servizio di guardiania delle dighe.

“Durante l’incontro – spiegano i sindacalisti – oltre ad accertarci che vengano rispettati tutti i diritti dei lavoratori, rappresenteremo all’assessore l’urgente necessità di riorganizzare la macchina della Regione siciliana. Vogliamo conoscere il reale fabbisogno della macchina amministrativa regionale perché gli spostamenti dei lavoratori devono essere funzionali. Sguarnire i centri per l’impiego potrebbe produrre un ulteriore danno al funzionamento degli uffici. Servono linee guida chiare e direttive precise e, soprattutto, concordate con i sindacati, perché non si arrivi a un muro contro muro che non sarebbe di giovamento per nessuno”.

Tanti i temi già sui tavoli di contrattazione, dal rinnovo del contratto dei regionali, sia comparto che dirigenza, alla stabilizzazione dei precari. “Su quest’ultimo punto – precisano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – ci auguriamo di trovare piena collaborazione della Regione nel percorso per la stabilizzazione perché questi lavoratori non possono più essere lasciati privi di diritti e in balia di sindacati che se da un lato promettono lotte e battaglie dall’altro li lasciano sempre indietro”.