E Pomar vuole denunciare il sindaco…

Lo scrittore e performer Marco Pomar, con la consueta ironia, sulla propria pagina Facebook scrive un dialogo immaginario tra una persona che vuole denunciare il sindaco di Palermo Leoluca Orlando perché gli ha rubato “il tempo” e il poliziotto che deve prendere la denuncia. Un dialogo tutto da ridere:

“Buongiorno, sono qui per una denuncia.
– Si accomodi. Di cosa si tratta?
– Di furto.
– Bene.
– Come bene?
– No, dicevo così, per dire. Quindi denuncia contro ignoti…
– No, notissimi.
– Ah, sa già da chi è stato derubato?
– Certo. Dal sindaco.
– …
– Che fa, non scrive?
– Senta, signore, noi qui lavoriamo. Non abbiamo tempo da perdere…
– Guardi che è tutto vero. Ho le prove.
– Sentiamo, e cosa le avrebbe rubato il sindaco? Questo pericoloso malvivente?
– Il tempo.
– Il tempo?
– Cos’è, non sente bene? Si, il tempo. Il sindaco mi ha rubato il tempo. Oddio, credo che sia da denunciare anche la giunta, ma non sono un esperto, questo lo decida lei.
– No, guardi, lei è sulla strada sbagliata…
– Ecco, appunto. Mi dica lei qual è la strada giusta! Non sono riuscito a trovarla, ogni giorno c’è uno scavo, un blocco, una nuova fermata della metro del 2030…
– È giusto, bisogna lavorare per le future generazioni. Comunque il tempo non si può rubare, mi spiace.
– Spiace pure a me, ma la devo smentire. Il tempo si ruba eccome. L’ho pure quantificato, aspetti. L’ho scritto in un pizzino. Ah, ecco: fanno 463 ore in un anno solare. Sono più di 19 giorni passati dentro una macchina. Diciannove giorni, si rende conto? Senza potere mangiare, dormire, bere. Ma chi resisterebbe diciannove giorni senza mangiare?
– Ma che c’entra? I diciannove giorni non sono mica consecutivi!
– Ah, allora secondo lei per fare la denuncia per furto dovrei stare 19 giorni senza mangiare e bere? Ma lei è un mostro!
– Senta, io non la seguo più.
– E fa bene! Altrimenti pure lei resta imbottigliato nel traffico. Che poi non le sembra buffo che si dice imbottigliato, se non c’è acqua?
– No.
– Giusto, non è buffo, è drammatico. Comunque per favore, vogliamo procedere con questa denuncia per furto? Aggravato e reiterato, metta. Con le aggravanti di precedenti e successivi, che tanto non lo risolvono.
– Signore, io questa denuncia non la posso prendere. Il furto di tempo sarà anche grave, non dico di no, ma non c’è dolo.
– Dolo? E chi è? Un suo collega? Un maresciallo? Vabbè, ripasso domani se viene il brigadiere Dolo.
– Ma la smetta. Non c’è intenzionalità, non si può imputare nulla al sindaco, è ovvio!
– Allora faccia denuncia di furto contro l’amministrazione precedente.
– E che c’entra, scusi?
– È sempre colpa dell’amministrazione precedente, non lo sa?
– No, e non voglio saperlo. Qui mancano i presupposti fondamentali della denuncia. Lei può dimostrare che possedeva quello che le è stato tolto? Ha qualche copia del tempo?
– Ma che è, il giornale? No, non si fanno copie del tempo.
– Può portare qualche testimone che il tempo che le è stato rubato, come dice lei, era un bene prezioso? No, sa, non vorrei che le avessero fatto un favore ad averglielo tolto. Magari in quei 19 giorni lei avrebbe compiuto reati, messo il parmigiano sulle vongole, copiato e diffuso bufale sui social, inneggiato alla pulizia della razza italiana, chi lo sa?
– Quindi se mi rubano dei soldi, secondo il suo ragionamento, io dovrei dimostrare che li avrei impiegati bene e non spesi in zoccole?, mi faccia capire.
– No, perché col tempo è diverso.
– Mi spieghi.
– I soldi se li rubano lei non li ha più. Il tempo ce lo ha ancora. Diciamo che glielo trasformano. Da qualcosa che avrebbe fatto, in tempo dentro l’automobile. Dove comunque si può pensare, ascoltare musica, parlare al telefono, possibilmente con l’auricolare… Ecco tutt’al più lei può denunciare il sindaco per trasformazione di tempo. Ma non glielo consiglio, non è reato.
– E quindi a me il tempo rubato chi me lo ridà?
– E il tempo perduto ad aspettare i numeri che vengono chiamati alla posta ma che non ci sono? E quello rubato dal panettiere che invece di servirla parla della partita del Palermo con un altro cliente? E quello sottratto al pronto soccorso quando hai un codice bianco panna e ti passa davanti pure quello con l’unghia incarnita? Signore mio, il tempo ci appartiene, ma fino a un certo punto. Faccia così, mi dia retta: provi a non farselo rubare, ma sia in grado di sfruttarlo al meglio in ogni occasione.
– E come?
– C’è sempre un come. Trovando il lato comico delle cose, per esempio. O progettando il futuro, o conoscendo il suo vicino di posto in sala d’attesa. Magari perderà tempo, o magari scoprirà cose interessanti. E non faccia denuncie, che già siamo pieni di pratiche inutili.
– Mah, non è che mi ha convinto del tutto.
– Lo so, e nemmeno ci speravo. Ma intanto ho evitato di farle perdere tempo. Lo conservi. Anzi no, lo utilizzi subito, che non sappiamo mai quanto ce ne resta.
– Alla faccia dell’ottimismo! La saluto.
– Si stia bene, signore. Finché c’è tempo”.


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