Palermo Pride, tutti i perché dello spostamento a settembre

Il Palermo Pride spostato da giugno a settembre? Forse sarebbe corretto parlare di un prolungamento, con uno slittamento del clou a fine estate. Il motivo? per fare le cose in grande nell’anno di Palermo Capitale italiana della Cultura. Nel tradizionale periodo di svolgimento della manifestazione, infatti, non sarebbe stato possibile organizzare eventi con la partecipazione tutti i personaggi e i rappresentanti del mondo Lgbti, proprio perché impegnati nell’Onda pride, il percorso dei pride che si svolgono nelle città del territorio nazionale (questo il programma con tutti gli appuntamenti). A settembre, inoltre, è prevista a Palermo un’altra iniziativa, Educare alle differenze, il più importante appuntamento italiano gratuito dedicato all’educazione laica, pubblica e plurale. Anche questo ha influito sulla decisione degli organizzatori di rinviare il Pride.

Con lo slittamento (se di slittamento di può parlare) non c’entra nemmeno la vicinanza della data dell’inaugurazione di Manifesta 12, la Biennale internazionale di arte contemporanea che si svolge a Palermo, con il tradizionale periodo in cui si svolge il Pride. L’amministrazione comunale, infatti, aveva dato l’ok, a febbraio, quando c’era stata la riunione tra gli organizzatori del Pride e la giunta. Una scelta, insomma, decisa proprio dall’organizzazione.

Insomma, un po’ di pazienza per dare alla città un pride in grande. C’era chi inizialmente aveva storto il naso per la posticipazione, come il giornalista Totò Rizzo, che in un post aveva espresso perplessità sul fatto che il Pride non si svolgesse ‘al tempo del pride’. Alla questioni poste da Rizzo aveva risposto Massimo Milani, tra gli organizzatori della manifestazione: “Il Pride si allunga, non slitta a Settembre, con iniziative a luglio e agosto e con il village e la parata finale a Settembre”. Nessuna polemica, insomma, con tanto di volemose bene finale, con Rizzo e Milani che tra i commenti si scambiano saluti amichevoli.