Forza ragazzi, tanto gli esami non finiscono mai

Carissimi compagni di scuola, questo giorno, che è il preludio dell’estate ma anche di una bella stagione della vita, vi resterà marchiato nella pelle. Ve lo dice chi qualche anno fa ha compiuto il vostro stesso percorso, dopo una notte insonne, la famosa notte prima degli esami che, come avete potuto notare non è un’invenzione dell’industria cinematografica né tantomeno una rilettura di Antonello Venditti (cit. Anonimo, mio figlio poi mi svelerà la sua identità…).

Lo stesso percorso fatto di registri di classe, interrogazioni, amicizie che sembrano indelebili e che invece una semplice gommina talvolta cancella dalle pagine della nostra vita.

Lo stesso percorso dal letto all’aula improvvisata in una palestra o nell’auditorium che ospita la prima vera finale della vostra carriera, una partita giocata fuori casa, lontano da quel luogo che avrete tanto odiato per 5 anni e che oggi rievoca aria di casa. Si chiama, anzi si chiamava classe, parola che nella nostra lingua ha un doppio significato. Voi oggi rispettateli entrambi questi significati, fuori da quella comoda classe fate ricorso a tutta la vostra classe.

Questo tema, denominatore comune di tutti gli indirizzi scolastici, lo ricorderete per sempre, sia esso una sinfonia perfetta o un rap fuori metrica.

La coscienza è come l’organo sessuale: o fa nascere la vita o fa pisciare“. Questa citazione di Giorgio Gaber fu la chiosa del mio tema su Pirandello e il ruolo degli intellettuali nel primo ‘900. Uscii fuori dalla classe con lo stile iperbolico che mi piace pensare legato a quel tempo, ma non ne sono tanto sicuro. Ma lo sento mio quel tema, oggi come allora.

Forza ragazzi, lasciate una traccia del vostro passaggio, liberate la vostra energia. Se sudi la maglietta la partita l’hai vinta comunque, è l’unico insegnamento che ricordo di centinaia di faticosissimi allenamenti. Forza ragazzi, tanto gli esami non finiscono mai…