Stop di Lupo al Collegato alla Finanziaria, che torna in commissione. Paralisi Ars, Claudio Fava: “Musumeci dica se c’è maggioranza. E programma”

Non c’è accordo per votare in aula il ddl “Collegato” alla Finanziaria regionale, che su proposta di Giuseppe Lupo (capogruppo PD) torna, per decisione dell’Ars, alla Commissione Bilancio. Non ha avuto successo il tentativo di Giuseppe Milazzo (capogruppo Forza Italia, partito di maggioranza relativa della coalizione di governo) che aveva chiesto di rimandare il voto di 24 ore, proposta che è stata sostenuta dai deputati Mimmo Turano (assessore alle Attività produttive, Udc), Eleonora Lo Curto (capogruppo Udc) e Carmelo Pullara (capogruppo Popolari e autonomisti-Idea Futura).

Prima che si procedesse alla decisione di rinvio in Seconda Commissione, lo stesso Lupo e i deputati Zafarana, Cancelleri (M5S), Figuccia (Udc), Aricò (Diventerà Bellissima) avevano chiesto la votazione del Collegato.
“Se il Governo non è disponibile a proseguire e lascia la seduta” è intervenuto Lupo, dopo aver fatto constatare l’assenza del presidente e del vicepresidente della Regione, “chiedo formalmente a norma di Regolamento di passare alla votazione in Aula per rinviare il disegno di legge in Commissione”.

Approvato il rinvio in Commissione Bilancio, il deputato Claudio Fava si è pronunciato sulla paralisi dell’Ars, causata dal continuo rimandare la discussione in Aula del disegno di legge del 22 maggio scorso

“Dopo due mesi di melina tutta interna alla maggioranza, che ha paralizzato l’Ars senza permetterle di votare una sola legge”, afferma Fava riferendosi al Collegato alla Finanziaria, “il governo Musumeci ha il dovere di presentarsi in Aula per dire se questa maggioranza c’è ancora e se esiste ancora un programma di governo sul quale confrontarsi con gli strumenti della democrazia: discussione e voto.” Il deputato regionale del movimento ‘Cento passi‘ continua ironizzando: “se questo tipo di confronto non è possibile, meglio trasformare la Regione in un Principato ed abolire il Parlamento regionale. Almeno i siciliani sapranno a chi presentare il conto”.

Dario Fidora

Direttore editoriale