Il giudice sportivo rigetta il reclamo del Palermo: serie A al Frosinone

Solo due turni a porte chiuse per lo stadio del Frosinone da scontare nella prossima stagione, ma niente 0-3 a tavolino come aveva richiesto il Palermo. Il giudice sportivo della serie B emette la sua sentenza è condanna definitivamente i rosanero a rimanere nella serie cadetta, mentre il Frosinone giocherà il prossimo campionato di serie A.

Questi due punti chiave della sentenza del giudice sportivo (qui l’intera sentenza):

i) con riferimento al deliberato lancio di palloni in campo durante le azioni di giuoco dei
calciatori della U.S. Città di Palermo da parte di tesserati del Frosinone, fermo restando la
censurabilità della condotta dei raccattapalle, del tesserato e dei sostenitori del Frosinone
per come sopra rilevato, nel contempo, detta condotta non può essere sanzionata così
come richiesto dalla Società reclamante dal momento che manca la benché minima
connessione causa ed effetto tra le condotte denunciate e l’asserito irregolare svolgimento
della gara, trattandosi di fatti che, sia pure avvenuti in un contesto di un’azione di attacco
del Palermo, non è possibile ricondurre ad una chiara possibilità di segnatura, tant’è che
nell’un caso il Direttore di gara ha ripreso il giuoco in una zona di campo distante
dall’area di rigore del Frosinone e nell’altro caso addirittura non interrompeva il giuoco
poiché il pallone giungeva in una zona centrale del campo senza creare interferenza con
l’azione di gioco in corso, per come emerge dal supplemento richiesto all’Arbitro da
questo Giudice e inviato via e-mail in data odierna alle ore 15.39: “in occasione del primo
lancio di tre palloni all’interno del terreno di gioco, non appena ho ricevuto via
auricolare la segnalazione dei miei assistenti, ho provveduto ad interrompere l’azione
con il pallone in possesso del Palermo in prossimità della linea laterale occupata
dall’assistente arbitrale n. 2 a circa 20 metri dal centrocampo. Riprendevo pertanto il
gioco da tale punto.
In merito al successivo lancio di un altro pallone dal settore occupato dai tifosi del
Frosinone, preciso che non ho provveduto ad interrompere il gioco in quanto lo stesso
giungeva in una zona centrale del campo senza creare interferenza con lo sviluppo
dell’azione di attacco del Palermo che si concludeva con la fuoriuscita del pallone dalla
linea di porta avversaria.”;
ii) con riferimento all’invasione di campo da parte dei tifosi della squadra ospitante e alla
mancata conclusione della gara, dall’esame della documentazione acquisita emerge che
l’invasione dei tifosi è avvenuta a gara conclusa, per come attestato e refertato dallo
stesso direttore di gara, il quale, nel proprio supplemento di rapporto, ha evidenziato che:
“al termine della gara dopo il triplice fischio io e i componenti della mia sistina venivamo
costretti a raggiungere di corsa gli spogliatoi in quanto si riversavano all’interno del
terreno di gioco centinaia di tifosi locali, i quali erano intenti a festeggiare”.
iii) con riferimento ad altri episodi arbitrali che avrebbero gravemente compromesso il
risultato finale della partita, si tratta di fatti valutati dal Direttore di gara poiché investono
decisioni di natura tecnica (o disciplinare) adottate in campo dall’Arbitro e/o devoluti
all’esclusiva discrezionalità tecnica di questi e, come tali, rientranti nell’alveo della sua
esclusiva competenza, rispetto ai quali questo Organo di Giustizia Sportiva non può
giudicare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 29, comma 3, del C.G.S.;
− rilevato che alcuna rilevanza può ascriversi al precedente giurisprudenziale richiamato
dalla Soc. Palermo, sia perché afferente a differenti condotte dei raccattapalle (nel caso
concreto il comportamento antisportivo dei raccattapalle era durato per quasi tutto il
secondo tempo della partita ed era consistito oltre che nel lancio di palloni in campo,
anche in continue perdite di tempo), sia perché successivamente riformato con
provvedimento del 18 dicembre 2015 (C.U. n.116/CSA) della Corte Sportiva d’Appello;
− considerato, pertanto, che i fatti accaduti nel corso della gara non configurano violazioni
tali da determinare la perdita della gara per 0-3, la non omologazione e/o l’annullamento
del risultato e/o la ripetizione della gar

Chiusa definitivamente ogni speranza di riconquistare la serie A dopo quanto avvenuto nel corso della partita con il Frosinone, adesso i tifosi del Palermo dovranno anche rassegnarsi a vedere smantellata la squadra, così come annunciato da Maurizio Zamparini.

Frosinone-Palermo, palloni lanciati in campo