Il caso Frosinone, Malagò e l’ora delle scuse

La lettera del presidente del Coni, Giovanni Malagò, indirizzata al giudice Mario Conte e tramite esso a tutta la città di Palermo, ha alcuni contorni che è giusto evidenziare. Innanzitutto non è proprio prassi in questo Paese che qualcuno sappia trovare le parole opportune per chiedere scusa, ancor di più se gestisce una carica istituzionale.

Chiedere scusa è un riconoscimento di un errore che già di per sé è atto meritorio e in questo caso ancora di più perché Malagò rivela anche che nell’ormai famoso tweet in cui faceva i complimenti al Frosinone e al suo presidente non voleva esserci riferimento alcuno alla partita e al suo indecoroso finale. Il presidente del Coni, di fatto, non entrava nel merito della vicenda agonistica ma esternava il suo compiacimento per il traguardo raggiunto dalla società ciociara. Questo si evince dalla risposta inoltrata a Mario Conte che, almeno sul piano formale, riporta la vicenda nei limiti della correttezza istituzionale.

Resta lo scivolone di una comunicazione quantomeno frettolosa e frutto di una riconosciuta disinformazione sui particolari della partita. Errore amplificato dalla comunità social e dalla vasta eco mediatica, con Sky in prima linea, avuta dai misfatti di Frosinone.

Sempre in tema di opportuna precisazione, in un articolo del nostro giornale dedicato al profilo del presidente del Coni e alla sua rete di relazioni è contenuto un passaggio che fa riferimento ad un suo ipotetico interessamento sulla nomina del capo della redazione giornalistica di Rai Sicilia, secondo quanto riferito da una testimonianza interna che già nella prima stesura definimmo “maligna”.

Ciò è stato riferito quale esempio, a titolo meramente esemplificativo della ramificazione di relazioni del presidente del Coni e non intendeva in alcun modo inficiare i meriti professionali che hanno portato i vertici della Rai ad assegnare l’incarico a Roberto Gueli, il cui curriculum interno all’azienda era già di suo adeguato per la direzione della sede siciliana. Se questo ha potuto generare equivoci, seguendo l’esempio del presidente del Coni, facciamo un passo indietro e lasciamo che in questo caso i fatti prevalgano sulle opinioni.


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